Il gioco di Louise

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New York, 2015. È la vigilia di Capodanno e Louise e Lavinia si stanno preparando per uscire. Destinazione MacIntyre, per la festa più trasgressiva e cool di sempre. Una di quelle feste che non si dimenticano: fiumi di alcool e tutto appare migliore, quasi divertente. La notte brava continua per strada, nude nel gelo di New York. La loro amicizia è suggellata da una scritta improvvisata sul braccio: “più poesia!”, il loro monito per il nuovo anno. Si conoscono da soli dieci giorni ma quella festa segnerà l’inizio di una nuova vita. Louise, infatti, ha ventinove anni fa la barista, scrive per un sito di e-commerce e dà lezioni private. La sua è una vita fatta di abitudini, di routine e di sogni infranti. È ossessionata da suo peso e, quando non è concentrata nel tenere tutto sotto controllo, si caccia nei guai. Lavinia ha ventitré anni e appare svampita e superficiale. È ricca e affamata di vita, si inebria e vive intensamente ogni attimo, quasi con frenesia. Di festa in festa, di incontri mondani in incontri mondani, di post in post, il rapporto tra Lavinia e Louise diventa sempre più morboso, costruito sull’inganno e sul bisogno di conferme dell’una e di riscatto dell’altra. La vita di Louise è stravolta: il mondo di Lavinia è così lontano dal suo che spesso si sente inadeguata. Eppure è intenzionata a trarne beneficio, ad ogni costo. Lavinia è così giovane ed egocentrica che l’unico modo per starle accanto è mentirle. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte…

Louise ha piena consapevolezza che non è possibile mentire a se stessi, che lo sballo, la trasgressione, la menzogna possono solo allontanare temporaneamente la propria natura. Che, alla fine, ciascuno si rivela per ciò che realmente è. Finché dura il gioco. Il titolo del romanzo, infatti, si riferisce esattamente al gioco della finzione, della mistificazione della realtà, e alle sue regole. Tutto diventa così illusorio che i post in rete, l’ossessiva ricerca dei “Mi piace”, il bisogno di condividere ogni attimo della propria vita, sembrano valere più della vita reale. Anche quando una vita da raccontare non c’è più. Con una scrittura veloce e tagliente, Il gioco di Louise racconta una New York mondana, frenetica, trasgressiva, prevalentemente notturna, inebriante e inebriata dall’alcool. Protagonista quanto i personaggi del racconto, alla ricerca della loro identità quanto in fuga dalla stessa. Il ritmo serrato, i dialoghi che rendono fluido il racconto, le anticipazioni che incuriosiscono e il linguaggio contemporaneo, contribuiscono a rendere la lettura coinvolgente ed appassionante per un romanzo d’esordio davvero ben riuscito, che ha conquistato il mercato letterario internazionale.

 


 

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