Il giorno che aspettiamo

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11 settembre 2001, Columbia University, New York. Al seminario su Shakespeare del professor Kramer, Lucy vede per la prima volta Gabriel “Gabe” Samson: Kramer ha appena finito di fare l’appello quando il ragazzo entra, giusto in tempo per beccarsi una ramanzina dal professore …e per fare colpo su Lucy con il suo sorriso disarmante, la fossetta sul mento e il suo berretto degli Arizona Diamondbacks infilato ad arte nella tasca posteriore dei jeans. Poco dopo, una assistente irrompe trafelata in aula e annuncia che un aereo ha colpito una delle Torri Gemelle, probabilmente si tratta di un incidente, ha detto la tv. Kramer riprende la lezione, si parla del Giulio Cesare. Finita l’ora, i ragazzi escono dall’aula e mentre stanno scendendo le scale si sparge la voce che le Torri Gemelle sono crollate. Lucy si trova per caso – o forse no – proprio vicino a Gabe in quel momento, guarda i suoi occhi azzurri, pensa “È bellissimo”, si reca nell’alloggio di lui nell’East Campus e assieme ai ragazzi che abitano là guarda per ore i notiziari sull’attentato. Più tardi la studentessa sale con Gabe sul tetto del dormitorio della Wien Hall, la vista su New York da lassù è unica: colonne di fumo gigantesche si innalzano dalla punta più meridionale di Manhattan, il cielo è grigio, una coltre di cenere ricopre la città. Con gli occhi pieni di lacrime, i due ragazzi si baciano e Lucy si dimentica del resto del mondo: in quel momento per lei esiste solo Gabe…

L’Italia è il primo Paese straniero in ordine di tempo (su circa trenta) in cui viene tradotto il romanzo d’esordio di Jill Santopolo – direttore editoriale della Philomel Books, un imprint del gruppo Penguin Random House – oggetto di un’asta serrata tra gli editori italiani nell’estate 2016. Non sorprende tanta fiducia da parte degli addetti ai lavori, perché Il giorno che aspettiamo ha enormi potenzialità commerciali. Racconta – dal punto di vista di lei – l’amore travolgente e tormentato di un uomo e una donna che si incontrano e si innamorano l’11 settembre 2001, si perdono di vista lo stesso giorno per colpa di una ex ingombrante, si rincontrano per caso molti mesi dopo e poi dopo un altro anno il giorno del compleanno di Lucy, in un locale. E qui arriva la svolta, perché Gabe e la sua famosa ex si sono lasciati una volta per tutte e quindi il fuoco che cova sotto la cenere da quel fatidico 11 settembre è libero di avvampare. E avvampa, infati. Questo però non vuol dire affatto che per Lucy e Gabe – lei sceneggiatrice di serie tv per bambini, lui fotoreporter – sia arrivata la stagione della pace: anzi il loro amore, pur travolgente, dovrà affrontare prove durissime, alterne fortune e attraversare indenne lunghe parentesi di lontananza. Lo stile narrativo della Santopolo, estremamente semplice – e quando dico “estremamente” intendo proprio “estremamente” – ma con un che di tenero che mette di buonumore il lettore, è perfettamente funzionale a questo romance “esistenziale” in cui si racconta una storia d’amore che, sebbene tormentata (o forse anche per questo), sembra incarnare l’ideale femminile di rapporto sentimentale e sessuale, il che fatalmente strappa qualche sorriso ai lettori uomini. Il giorno che aspettiamo si legge con la rilassata benevolenza con cui si segue una fiction sentimentale in tv, o non si legge affatto.

LEGGI L’INTERVISTA A JILL SANTOPOLO



 

 

 

 
 
 
 

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