Il giorno dei Lord

Il giorno dei Lord
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Alba del cinque di novembre. Harry Jones, ex membro pluridecorato delle Forze speciali britanniche e ora membro del Parlamento, si sveglia dopo una notte alquanto movimentata. Ritrova nel letto, al suo fianco, la ex moglie Melanie. Complice una bottiglia di ottimo whisky, i due hanno deciso di mettere da parte l’astio per la separazione e provare a passare ancora del tempo assieme. A complicare i rapporti tra i due ci si mette una gravidanza completamente inaspettata. Poco lontano, a Southall, in una villetta a schiera, da qualche giorno dimorano Masood e Mukhtar. Si trovano a Londra per portare a termine un compito molto delicato. È un giorno importante perché la regina Elisabetta e il principe ereditario Carlo, come sempre una volta all’anno, hanno invitato le personalità più importanti d’Inghilterra per la cerimonia d’apertura del Parlamento. Per una cerimonia di Stato così importante, oltre al primo ministro e una serie di personalità, anche ecclesiastiche, sono presenti anche il figlio del premier e quello del presidente degli Stati Uniti d’America. Come Guy Fawkes, quattrocento anni prima nel 1605, tentò letteralmente di far saltare in aria l’evento, oggi Masood e Mukhtar organizzano un blitz fin nei minimi dettagli e riescono, assieme ad altri sei compagni, a prendere in ostaggio tutti, trovandosi da ore già all’interno del palazzo ed evitando così le imponenti misure di sicurezza all’esterno. Sulla loro strada però trovano Jones, anch’egli presente all’inaugurazione…

Michael Dobbs, classe 1948, è un membro dei Tories ed è stato capo dello staff del partito conservatore durante l’ultimo governo della Thatcher, verso la fine degli anni Ottanta. In campo letterario è salito alla ribalta mondiale grazie alla sua trilogia House of Cards, da cui è stata tratta l’omonima serie tv con protagonista lo spietato personaggio di Frank Underwood. Questo Il giorno dei Lord è l’inizio di una nuova saga che si pone come di forte attualità e mette nero su bianco i timori di moltissimi al giorno d’oggi: un attacco terroristico che paralizzi per ore un intero paese. La narrazione vede però, in maniera molto accattivante, l’attacco come un mero pretesto e non come il fulcro della narrazione. Dobbs preferisce concentrarsi sulle reazioni degli ostaggi e sulle catastrofiche ipotesi di effetto domino che un tale attacco potrebbe portare a livello globale. In questo senso l’approfondimento psicologico dei vari personaggi sulla scena è magistrale, incluse quelle dei terroristi che in più di un’occasione, molto verosimilmente, ammettono di avere paura. Gustose anche le opinioni dell’autore riguardanti dalla monarchia che traspaiono dai dialoghi di Sua Maestà con il figlio Carlo.



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