Il giovane favoloso

Il giovane favoloso
Dopo un primo approccio descrittivo dell’atmosfera famigliare e dell’ambiente del borgo recanatese in cui il giovane Giacomo Leopardi trascorre la propria adolescenza in maniera serena e spensierata, la scena muta progressivamente registro e ci consegna l’immagine di un ragazzo ammorbato da una crescente condizione di infelicità. L’ordine e l’armonia dell’universo si tramutano in uno scenario opprimente che introita di cupa rassegnazione l’animo umano. L’entusiasmo trascolora in malinconia e i fornitissimi scaffali della biblioteca di papà Monaldo assumono sembianze analoghe a quelle di una prigione in cui egli vive recluso alleviando la pena di vivere con forti dosi di erudizione. Un inchiostro denso di malumore riga le pagine e traspone in versi l’autobiografia di una stagione esistenziale corrosa dal tarlo dell’emarginazione. Poi, quando Giacomo giunge all’età di ventiquattro anni, le porte del carcere domestico si spalancano e la necessità di gustare l’aromatico sapore della felicità lo conduce dapprima a Firenze, quindi a Roma e a Napoli, dove troverà ad attenderlo nuove opportunità di incantamento…
Arriva sugli scaffali delle librerie la sceneggiatura de Il giovane favoloso, il film di Mario Martone e Ippolita di Majo presentato all’ultima edizione della Fiera del cinema di Venezia e approdato dal 16 ottobre nelle sale cinematografiche italiane. Un agile volumetto di 144 pagine, corredato da 32 foto di scena a colori scattate da Mario Spada, che ci consegna la scoperta di un Giacomo Leopardi dal piglio insolitamente ribelle. Un’intensa rievocazione della figura umana del poeta recanatese che trae spunto dall’analisi dei versi, delle Operette morali, dallo Zibaldone e soprattutto dallo scrigno profondo dell’intensa corrispondenza con amici e dai resoconti delle frequentazioni con gli illustri intellettuali dell’epoca. Gli autori scrutano a poco a poco l’animo dell’uomo, inseguendolo lungo le pieghe dell’esistenza in maniera emotivamente impegnata. Per tracciare, a tratti incisivi, una profilo che non si lascia dimenticare: quello di un uomo disperso nella sua irriducibile solitudine, a cui questa opera intende restituire, attraverso un approccio inusuale, ciò che dalla vita ha saputo nonostante tutto ritagliarsi.

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