Il giuramento

Il giuramento

Mathieu Duray, comandante della sezione Criminale della Polizia di Parigi al 36 Quai des Orfèvres, ne ha viste tante nella sua carriera. Ma nulla lo ha mai sorpreso e sconvolto come quello che è accaduto al suo migliore amico Luc Soubeyras, anche lui poliziotto, Comandante degli Stups, la Squadra Antinarcotici. Lo hanno trovato nell’acqua gelida del torrente che scorre accanto alla sua casa di campagna, più morto che vivo. Aveva blocchi di cemento (che lui stesso aveva fatto preparare al suo giardiniere il giorno precedente) legati in vita, nessuna traccia di violenza, stretta in un pugno una medaglietta raffigurante San Michele Arcangelo. In seguito al tuffo nel fiume ha sbattuto la testa e perso conoscenza, e questo ha impedito l’annegamento. I soccorsi giunti rapidamente sul posto e uno stato di grave ipotermia gli hanno salvato la vita, almeno per il momento. Giace in coma profondo all’Hôtel-Dieu, l’ospedale parigino in cui vengono di solito ricoverati i poliziotti. Tutto fa pensare a un tentativo di suicidio e nessuno mette in discussione questa ipotesi. Ma Duray sa che si tratta di una ipotesi impossibile. Perché lui e Luc condividono qualcosa, oltre all’infanzia e alla giovinezza passata insieme: un fanatico fervore cattolico. E un vero cattolico non si suicida. Luc almeno non l’avrebbe mai fatto, Mathieu ne è incrollabilmente certo. Ma allora come è finito in quel fiume? L’unico modo per capirlo è frugare nelle indagini di Luc, nella sua vita privata…

Forse più di qualsiasi altro genere letterario, il noir-thriller è infestato dai cliché. Investigatori tormentati, poliziotti corrotti, donne fatali, serial killer psicopatici, patologi, profiler e compagnia bella sono figure letterarie che assai raramente riservano sorprese al lettore, soprattutto se esperto. E quindi quando ciò accade è doveroso non solo riconoscerlo, ma celebrarlo. L’idea forte e originale su cui si impernia il serratissimo plot costruito da Jean-Christophe Grangé per Il giuramento (parliamo di 700 pagine scarse) è la fede cattolica oltranzista dei due protagonisti, che consente allo scrittore francese – da sempre a dire il vero ossessionato dal concetto di Male assoluto – di descrivere situazioni che con personaggi più consueti apparirebbero trite e ritrite da un’angolazione nuova. Come già nel superclassico I fiumi di porpora e in altri romanzi Grangé racconta anche una provincia francese plumbea e cupa, quasi oppressa da una natura bellissima ma minacciosa. Trama inquietante e ingegnosa, ritmo serrato, angoscia onnipresente, sesso e violenza, feticismo religioso: davvero un thriller con i controfiocchi.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER