Il grande uomo

Il grande uomo
A cinque anni di distanza dalla morte del noto pittore americano Oscar Feldman, due giovani scrittori, Henry Bruke e Ralph Washington, si apprestano a scriverne la biografia per due diverse case editrici. Si presentano quindi al cospetto delle donne delle quali Feldman si è circondato in vita: sua moglie Abigail, ebrea di buona famiglia, che come sempre si prende cura di Ethan, il loro figlio autistico, Teddy, l'amante per più di quarant'anni dalla quale ha avuto due gemelle, Ruby e Samantha, e la sorella Maxine, pittrice che al contrario di Feldman aderisce alla corrente dell'astrattismo, donna lesbica e solitaria con cui non è mai andato d'accordo. Il pittore di nudi femminili si svela così agli occhi dei due biografi, che pian piano cessano di esserne ciechi adulatori, soprattutto in seguito alla scoperta della vera storia che si nasconde dietro il quadro "Helena", che con "Mercy" compone il dittico più conosciuto del pittore di nudi femminili...
Biografia insolita, quella di Kate Christensen, del pittore Oscar Feldman - attraverso la voce delle donne che lo hanno amato e odiato, vere protagoniste del romanzo. Se non altro per la loro grande personalità che le porta, superati i settant'anni d'età, a vivere intensamente la vita, non trascurando la propria sessualità. Gli anziani vivono, è vero, come sottolinea la citazione iniziale di Philip Larkin tratta da I vecchi sciocchi, “non qui e ora, ma dove tutto, un tempo, è successo”, in una dimensione che è fatta di ricordi, di vissuto. Ma le donne de Il grande uomo sono presenti a loro stesse, protagoniste, desiderose. Esemplare ed emozionante la descrizione della scena di sesso, tenero, euforico, intenso tra Teddy, la storica amante del pittore, e Lewis, il suo ex-capo da sempre innamorato di lei. Il pittore che le ha dipinte, amate e tradite, descritto attraverso le voci delle donne che hanno posato per lui, hanno ricambiato il suo amore, ne hanno accettato i tradimenti. Che finalmente si incontrano, si confrontano, si scoprono, facendo cadere le barriere imposte dai diversi ruoli avuti nella vita del “loro grande uomo”. L'immagine edulcorata dei due giovani biografi riportata alla realtà dei corpi fatti di carne ed ossa. E il racconto del reale si specchia nella scrittura intensa, profonda, diretta. Non a caso Il grande uomo è stato vincitore nel maggio 2008 del PEN/Faulkner Award for Fiction, premio assegnato annualmente dalla PEN/Faulkner Foundation alla miglior opera di narrativa  statunitense: i giudici ne hanno lodato “la sua profondità di caratterizzazione, l'umorismo e l'intuizione”.

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