Il labirinto occulto

Il labirinto occulto
1503. Lo speziale Tiberio di Castro, cerusico e dedito all’arte della necroscopia, costretto a scappare da Roma per aver contrastato papa Alessandro VI, da ben tre anni vive in esilio a Gorizia, passata da poco sotto il dominio degli Asburgo. Uno strano ed inquietante delitto sconvolge la tranquillità della città. Il mercante veneziano di libri Janus de Visser viene ritrovato barbaramente ucciso nella stanza della locanda dove soggiornava, e Tiberio è incaricato di analizzare il cadavere e far luce sul delitto. L’Imperatore Massimiliano d’Asburgo in persona aveva richiesto la convocazione del mercante ed inviato da Vienna un legato – tale Sigismondo da Lienz -  che avrebbe trattato con lui l’acquisto di alcuni libri. Quando anche il rappresentante di casa Asburgo viene trovato ucciso, inevitabilmente, i sospetti ricadono su Tiberio che – rinchiuso nelle carceri del Gastaldo di Gorizia – riesce ad evadere solo grazie all’aiuto di un misterioso chierico, Jean Christophe, assoldato dalla bellissima Isabella, figlia del mercante de Visser. Una bizzarra compagnia composta da Tiberio, Isabella, Jean Christophe e Vinko – un ombroso guerriero balcanico – si imbarca alla volta di Capodistria sulle tracce di un manoscritto che dovrebbe svelare i segreti del mitico popolo di Atlantide. Un viaggio rocambolesco da Capodistria a Venezia fino alla lontana Ravenna alla ricerca della verità, mentre a Roma poteri occulti tramano alle spalle di papa Alessandro VI per ucciderlo e far avverare una inquietante profezia...
Quarto romanzo pubblicato con Leone Editore e terza indagine dello speziale Tiberio di Castro, Il labirinto occulto ci conduce a Capodistria e nella splendida Venezia di inizio Cinquecento, ma anche a Ravenna e a Roma. Città e luoghi tutti magistralmente ricostruiti attenendosi il più possibile alle fonti storiografiche e inserendo particolari e personaggi che rendono davvero difficile distinguere il confine fra verità e finzione, fra storia e ingegno narrativo. Un antico manoscritto, mancante di quattordici fogli senza i quali è impossibile decifrarne il contenuto (nel quale qualche lettore può riconoscere il famoso Codice di Voynich conservato alla Yale University  e a tutt’oggi indecifrabile perché scritto in un idioma che non appartiene ad alcun sistema alfabetico/linguistico conosciuto)  è alla base delle disavventure di Tiberio e dei suoi compagni. Un manoscritto che dimostrerebbe che la città di Venezia è stata in realtà concepita dalle menti superiori dei pochi sopravvissuti di Atlantide; un libro -  tramandato di generazione in generazione - che racchiude tanta sapienza da diventare estremamente pericoloso se in possesso delle persone sbagliate e per questo motivo privato di quattordici pagine  - la chiave – indispensabili per decifrarne il contenuto. Aggiungete al mistero della vicenda  un’epoca ricca di incertezze e di superstizione, tra scorrerie dei turchi e demoni divoratori di sudari, tra lotte di potere e complotti all’ombra del Vaticano. Luca Filippi fonde abilmente la suspense al fascino della Storia, costruendo “un ponte fra passato e presente “ – grazie anche all’escamotage del flashback – e costringendo il lettore a “guardare con gli occhi dei protagonisti, buoni o cattivi che siano.” E, infatti, alla squadra capitanata da Tiberio si oppone quella manovrata da monsignor Lafonte, uomo di chiesa scaltro e senza scrupoli che vuole mettere le mani sul manoscritto per  placare la propria brama di potere e arrivare a sedere sul trono di Pietro. Lo stile fluido, le descrizioni accurate di luoghi e personaggi, lo spirito d’avventura e il colpo di scena finale - che lascerà il lettore a bocca aperta - fanno de Il labirinto occulto un thriller storico all’italiana avvincente, che non deve sfuggire agli appassionati del genere.

 

 

 

 
 
 
 
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