Il ladro di cadaveri

Il ladro di cadaveri
Fettes sta per trangugiare il suo terzo bicchiere di rum insieme ai soliti compari riuniti alla locanda di Debenham, quando sente pronunciare un nome: dottor Wolfe Mcfarlane! e d’improvviso la gola si secca, la mano trema e il mondo inizia a vorticare furioso intorno a lui. Quel Mcfarlane lo conosce bene, appartiene al suo passato a Edimburgo e agli studi di medicina, a eventi che preferirebbe dimenticare per quanto sono tetri e inspiegabili. La memoria torna a galla ineludibile e Fettes ripensa a quelle notti trascorse al cimitero, quando era assistente del signor K… La costa scozzese e i suoi isolotti celano tesori e misteri che forse è meglio lasciare tali: lo sa bene Charles quando approda ad Aros - l’atollo remoto in cui vive lo zio Gordon. Sulle aspre scogliere del Ross più di una nave si è abbattuta e i frangenti impetuosi che da quelle parti chiamano “Merry Men” hanno portato a fondo centinaia di anime. È successo anche la scorsa notte con i malcapitati della Christ-Anna, sbattuta sugli scogli e affondata sotto gli occhi spiritati di Gordon. Qualcosa sta accadendo a quell’uomo mite e devoto, un’ombra sinistra si muove sotto le acque di Aros e Charles sta per scoprire segreti oscuri…
Due racconti: Il ladro di cadaveri e I Merry Men (pubblicati rispettivamente nel 1884 e nel 1887), che sono per forza e suggestione due cortometraggi d’ambientazione gotica, capolavori nello stile e nell’atmosfera orditi da un maestro indiscusso dell’avventura e del brivido, quell’aspro scozzese che ha dato vita a Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde e L’isola del tesoro, solo per citare due tra i molti capolavori. Quelle di Stevenson sono caricature maligne cesellate a bulino, capaci di popolare d’incubi le notti e suggestionare fantasie sopite. Non espressione del terrifico, ma piuttosto del sinistro, i racconti appartengono al genere che causa sussulti al solo avvicinare un camposanto al tramonto o udire scricchiolii nella soffitta. Tra corpi sezionati, spiriti irrequieti e mare in tempesta, Stevenson scatena la potenza evocatrice della scrittura, trascinando il lettore in luoghi da brivido e sussurrandogli a labbra strette: “Sogni d’oro”.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER