Il ladro gentiluomo

Il bello è che non può proprio darle torto, stavolta. “Ma come, Allevi, non me l’aveva chiesto lei?”: e certo che era stata lei, Alice, a chiedere alla Wolly – la terribile professoressa Valeria Boschi a capo dell’Istituto di Medicina Legale di Roma dopo il pensionamento del Supremo Malcomess – un trasferimento per trascorrere un periodo di studio e ricerca in un’altra università, ma quello era un brutto momento in cui aveva litigato furiosamente con Claudio, il bello e impossibile (soprattutto nel senso che spesso è insopportabilmente irritante) CC. Certamente non può spiegarle che adesso non vuole più andar via, proprio ora che le cose sembrano procedere davvero bene, addirittura hanno trascorso le feste natalizie insieme, si è trasferita da lui e hanno cominciato a convivere. A dire la verità, alla notizia del trasferimento, lui non ha fatto una piega, “Vedi, Alice, è una questione di coerenza… Se diciamo una cosa, non possiamo rimangiarcela quando non ci fa più comodo”. Ci mancava anche il parere di nonna Amelia, “Bella di nonna, uno nella vita si deve muovere”. Per non parlare poi della perfida Wally che non è mai stata così solerte nell’esaudire un desiderio di Alice e adesso certamente non vede l’ora che si tolga dai piedi. Ed è così che la ragazza è finita “nella città della D di Domodossola, ma anche D di disagio, desolazione e dell’inevitabile depressione”. Fa freddo, la nebbia avvolge ogni cosa, piove spesso e nevica tanto ma, per fortuna, l’appartamentino nel quale si è sistemata è carino e confortevole. Il suo capo, nel nuovo Istituto grande non più di novanta metri quadri, è un vecchio amico e compagno di studi della Wally, e come lei poco più che cinquantenne. Per fortuna le cose in comune finiscono qui, perché Francesco Cosimo Velasco è allegro, bonaccione e sorridente. Il primo incarico per Alice arriva presto e questo è un bene, così ha meno tempo per pensare a ciò che ha lasciato – spera per il minor tempo possibile – a Roma, a cominciare da Claudio. Il conferimento lo riceve da un PM calabrese, Rosario Malara, che pare serio ma gentile e bendisposto. La vittima è un ventottenne ucraino, Arsen Scherbakov, irregolare, dedito a lavoretti occasionali, ritrovato nel giardino della villa del cavalier Luigi Megretti Savi dopo un tentativo di furto. È una vera fortuna che in quel fine settimana Claudio la raggiunga in Piemonte; non è che Alice non abbia fiducia nelle proprie capacità ma che ci sia lui in quella prima autopsia nel nuovo ambiente di lavoro le dà conforto. Anche cadavere, Arsen è un bel ragazzo aitante e massiccio e i segni sul suo corpo sono compatibili con la presunta morte per precipitazione. La sorpresa invece Alice la trova nel suo stomaco: tra i resti di una pizza c’è un diamante enorme, rosa, bellissimo. Claudio è certo che sia autentico e assolutamente non comune. La ragazza avvisa il PM e poco dopo in Istituto arriva l’ufficiale inviato a prelevare il preziosissimo reperto. Il tipo si presenta come Alessandro Manzoni, esibisce rapidamente un tesserino del ministero dell’Interno, prende il pacchetto e, dopo aver strizzato l’occhio ad Alice – suscitando un commento acido di Claudio, arrivato opportunamente al momento giusto -, va via. Per il resto del pomeriggio lei dimentica qualunque altra cosa che non sia la felicità di passare del tempo col suo fidanzato, ma il mattino dopo, quando guarda finalmente il telefono, scopre svariate chiamate dalla Procura dove, pare, la cercano con urgenza. Al cospetto di Malara una domanda la gela immediatamente: “Ha portato quella pietra preziosa di cui mi ha accennato?”…

Beloved Beryl. Questo è il nome del diamante rosa dalla caratura eccezionale e dalla storia maledetta al centro dell’ottava avventura del medico legale più amato d’Italia nato dalla penna di Alessia Gazzola, ovvero Alice Allevi, l’imbranata ex allieva ormai specializzata, capace di combinare pasticci e ritrovarsi puntualmente nei guai ma anche di mettere a servizio delle indagini il suo intuito e soprattutto il suo ineludibile vizio di ficcare il naso nei fatti altrui. Stavolta deve combattere prima di tutto il timore del cambiamento e di essere lontana dal suo ambiente e dai suoi amici, senza contare la nostalgia per il suo amato CC, con il quale finalmente, con qualche timore e tanto entusiasmo, sta nascendo qualcosa di più concreto e stabile. A dire il vero in questo romanzo la componente gialla della vicenda ha un ruolo un po’ ridimensionato rispetto a quella personale dei due protagonisti, per cui stavolta il rosa sembra essere predominante. Ma la loro storia è arrivata ad un punto assai delicato, un fatto imprevisto e doloroso può essere decisivo e sicuramente che tutto questo occupi un certo spazio nella storia non dispiacerà alle fan più affezionate che si inteneriranno quando Alice, in difficoltà e tristissima, confessa “Tutto quello che sono diventata è talmente intrecciato al ricordo di Claudio che non so più distinguere dove finisce il passato insieme, come maestro e allieva, come amante e amante, e dove inizio io da sola, senza di lui”. D’altronde, come ribadito a proposito di molte delle storie precedenti, le avventure di Alice Allevi hanno certamente una cornice gialla ma non sono destinate ai lettori di quel tipo di letteratura tout court, pena il rischio di restarne delusi. Il ladro gentiluomo non fa eccezione, confermandosi una lettura leggera e non impegnativa, un giallo rosa pieno di ironia perfettamente in linea con i libri precedenti, capace di regalare un paio d’ore di rilassato divertimento con le vicende di una protagonista che appare più matura, cresciuta, adulta, consapevole di sé come donna ma anche come professionista, e ciò nonostante restando sempre la simpatica pasticciona sognatrice che, grazie anche alla trasposizione televisiva delle sue storie, ha acquistato ancora più fan. Nei ringraziamenti, però, l’autrice dice chiaro e tondo che “almeno per un po’”, è arrivato il momento di salutare Alice Allevi, esprimendo il desiderio di raccontare nuove cose. E tuttavia non delude le sue lettrici: “Non dirò che questo libro è l’ultimo su Alice. Conoscendola tornerà a farsi viva, prima o poi”. La ex allieva ci mancherà certamente, ma è giusto che un autore faccia delle scelte quando sente che è giunto il momento di dire qualcos’altro. Quando ci ha provato qualche anno fa, Alessia Gazzola non ha deluso, siamo quindi fiduciosi che sarà ancora così e aspettiamo con curiosità quello che di nuovo vorrà raccontarci. Arrivederci, Alice!



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