Il lato oscuro di Nane Oca

Il lato oscuro di Nane Oca

Un giorno che si aggira per il Pavano Antico travestito da bestia “onde inosservato meglio osservare le misteriosità del mondo”, l′autore incontra il Pesce Cavo. Il sole è color mela renetta. Il Pesce Cavo gli chiede se è l′autore dei libri di Nane Oca. Sì, anche “insignito di premio Nobel, benché finto”. Manca soltanto il racconto del lato oscuro, suggerisce il Pesce Cavo. Allora l′autore fa sorgere i personaggi con un ramoscello come un rabdomante ed è proprio Giovanni che dice di avere un frammento di storia da cui iniziare. Se è Giovanni il Puliero a fornire l′incipit, è la Vacca Mora che prepara la rivelazione decisiva nel mezzo della notte, mostrando a tutti gli animali riuniti che le costellazioni li rappresentano, mentre il buio della notte è il lato oscuro, che minaccia prima di tutto gli uomini, ma anche gli animali. Persino Giovanni è in pericolo, il loro caro fratello Oca, fratello per via del soprannome. Il lato oscuro incattivisce gli uomini, è un dato di fatto. “Bistecche, siamo diventate”, dicono alcuni, che gli uomini si arrangino da soli a combattere il lato oscuro. Ma prevale l′intenzione di aiutare Giovanni a fare in modo che la prossima generazione di uomini sia amica delle bestie e di se stessa, possibilmente lasciando da parte per una volta il melo del Paradiso. Ma quanto dovrà viaggiare Nane Oca, e fino a dove, per scoprire la natura del lato oscuro? E chi è il Re del Mondo? Dove si nasconde il Leviatano?

Il Pavano Antico si presenta in forma di mappa, circondato dalla Pavante Foresta da ogni lato. Il Beato Commento fornisce un breve riassunto delle precedenti vicende di Nane Oca e qualche nozione di base per orientarsi in questo mondo. Che cos′è il Momòn? Un dolcetto che si promette ai bambini per dare loro felicità, ma ancora di più: un magico cibo che rende immortali i personaggi delle storie inventate da Guido il Puliero, floricoltore del paese di Ronchi Palù, nonché portavoce delle storie dell′autore. Andare in oca significa distrarsi, ed è tipico di chi si innamora. Il Pesce Baùco è un pesce parlante, per non dire altro, a meno di non voler rovinare il finale della storia. Pava (Padova) è città rosa, luogo di ispirazione, terra di un dialetto che si mescola perfettamente con le straordinarie invenzioni linguistiche dell′autore. È con questo romanzo che Giuliano Scabia - drammaturgo, romanziere e poeta - porta a compimento il ciclo di Nane Oca, iniziato nel 1992. Difficile da inserire in un genere, arduo da definire se non con la parola libro, questo esilarante turbine di parole intrattiene il lettore con intelligenza e ironia. La grande domanda che lo sottende, come si possa sconfiggere il lato oscuro che ammorba il mondo, rimane sospesa fino all′ultima pagina e trova una risposta complessiva nella natura stessa della storia, un′avventura itinerante che attraversa il mondo – e il suo lato oscuro, appunto – con la ferma intenzione di non lasciarsi contagiare. Benché “punturati”.



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