Il legato romano

Il legato romano

All’alba di un giorno del 275 d.C., il legato Valerio Metronio guida l’assalto a Ildivasio, un grosso villaggio dei barbari Suàrdoni nel quale si è rifugiato Arbogaste, il capo della bellicosa tribù. Per tutta l’estate i Suàrdoni hanno razziato il territorio romano come lupi feroci, uccidendo cittadini dell’Impero e saccheggiando le loro case per poi rifugiarsi qua nella loro tana oltre il confine, convinti di essere al sicuro poiché sono decenni che i Romani non lasciano i loro avamposti per inoltrarsi tra le foreste e le paludi del territorio barbaro. Ildivasio è circondato: Valerio Metronio dà il segnale di attacco alzando la mano destra, si alza il grido di battaglia della XXII Legione e sui barbari ancora addormentati piombano l’acciaio, il fuoco e la morte. Il legato ha un unico pensiero: catturare Arbogaste, che si è asserragliati al centro del villaggio in una disperata difesa. Dopo un rapido e spietato scontro, il suàrdone viene abbattuto dal giavellotto di un legionario e i pochi barbari sopravvissuti si arrendono. Scende un silenzio irreale, “rotto solo dal pianto disperato dei bambini e dallo scoppiettio delle ultime travi in fiamme”. I Romani radunano i prigionieri - soprattutto donne e bambini, ma anche l’anziano Waldomar, padre del capo, e stranamente alcuni guerrieri Vandali presenti nel villaggio per motivi misteriosi - e si affrettano a tornare alla base. Valerio Metronio nota nel gruppo una donna alta, dai capelli corvini e dalla pelle ambrata, caratteristiche rare tra le donne germaniche, e se ne invaghisce. Dà ordine di trattarla con riguardo: ha deciso che la vuole per sé…

III secolo dopo Cristo. L’Impero romano è ormai sulla difensiva. Su ogni confine premono orde di invasori, predoni o migranti, mentre a Roma regna il disordine causato dal continuo alternarsi di sovrani, spesso vittime di congiure di palazzo. Nel 270 una nuova speranza anima l’Impero: è Domizio Aureliano, un abilissimo condottiero che vuole riportare Roma agli antichi fasti e in soli quattro anni sconfigge Alamanni e Goti sul Danubio e nei Balcani, riconquista Siria ed Egitto e sgomina i Galli Ma nel 275, mentre pianifica a Bisanzio una guerra contro la Persia, il valoroso princeps viene assassinato. L’uccisione di Domizio Aureliano fa ripiombare l’Impero nel caos e le forze militari dell’Urbe arretrano ovunque, in preda allo sconforto e prive di organizzazione centrale. È questo il momento storico in cui Guido Cervo, insegnante di Diritto, ambienta il suo romanzo d’esordio. Un feuilleton basato certo sull’avventura, l’erotismo e gli scontri militari ma non privo di finezze e soprattutto scorrevole, equilibrato, avvincente. La Germania Superiore e la Gallia di Cervo sono vive, credibili e la minaccia rappresentata da una grande alleanza di tribù barbare che il legato romano Valerio Metronio deve affrontare fa battere il cuore del lettore quasi quanto la bellezza esotica e provocante della schiava Idalin.



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