Il Legato romano ‒ La legione invincibile

Il Legato romano ‒ La legione invincibile

Il 276 dopo Cristo è l’anno della svolta per il glorioso Impero romano. Il confine sul Reno è stato oltrepassato dalle orde barbariche e le Gallie sono oramai saldamente in mano nemica. Nonostante le promettenti vittorie ottenute solo un anno prima da Domiziano Aurelio, i Galli non sembrano voler cessare le loro guerre di rapina e il loro sentimento secessionista. Dopo la sua tragica morte per via di un tradimento di un funzionario di basso rango, il potere è finito nelle mani dell’imperatore Aurelio Probo, che riesce solo parzialmente a contenere il dilagare dei barbari, anche grazie al prezioso successo sul campo di battaglia del legato Valerio Metronio Stabiano e della sua valente XXII legione. L’ultima linea da difendere è Mogontiacum, la capitale della Germania superior e il presidio si fa sempre più fragile, soprattutto in seguito alla morte sul campo di battaglia di Claudio Cecilio Balbieno, il legato imperiale. Stabiano, intanto, è sempre più combattuto, dato che si è innamorato della sua schiava germanica Idalin, tanto da affrancarla prima e sposarla poi, suscitando malumori tra le truppe. Idalin, conosciuta da tutti come Idelnia, ha già un figlio di nome Ohilin. Il giovane odia con tutte le sue forze l’Impero romano e, assieme ai suoi due amici fraterni, i gemelli Siegfrid e Bodomar, si è arruolato tra le file degli Svevi per combattere…

Guido Cervo è un autore bergamasco, vero e proprio specialista del genere storico, con una particolare predilezione per l’antica Roma. Oltre ad avere affrontato i conflitti mondiali nei romanzi Via dalla trincea e Bandiere rosse, aquile nere, ha pubblicato la serie Il Teutone e la Trilogia del legato romano, di cui questo romanzo è il secondo capitolo. La legione invincibile ha l’innegabile pregio di trattare un capitolo della storia romana spesso ignorata dagli scrittori di genere e offrirci anche il punto di vista dei barbari, cosa ancora più rara. I personaggi, soprattutto gli antagonisti germanici, sono descritti con grande dovizia di particolari e le loro motivazioni in battaglia sempre molto ben rappresentate. Peccato per l’inizio della narrazione che arranca e fatica a decollare, con il suo ritmo lento che risulta in molti passaggi abbastanza noioso. Bisogna avere pazienza e arrivare alla seconda parte del romanzo, in cui gli eventi accadono a cascata e le storie dei personaggi si intrecciano in maniera molto interessante. Lo stile armonioso e l’accuratezza storica sono però di altissimo livello, dall’inizio alla fine.



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