Il leone di Roma

Il leone di Roma

Roma, 50 dopo Cristo. Ottavia Lenate assieme alla sua schiava Vibia si reca in biblioteca da Ecumene per ritirare le Elegie di Properzio che le sono state promesse; a discutere con il procurator bibliothecarum c’è un uomo, che le acquista al triplo del prezzo. Ottavia si indigna e va a parlare con l’acquirente, decisa a far valere le sue ragioni: ma senza risultato. Il compratore è Massimo Valerio Messalla, legato distaccato della Legio III Cyrenaica, di ritorno da Alessandria d’Egitto. Mentre è a Roma, Massimo va a trovare suo padre, che gli comunica di avergli combinato un matrimonio, a cui però Massimo rifiuta di dare la sua approvazione. Qualche giorno dopo, in occasione delle Feriae Latinae, ha luogo un altro incontro con Ottavia: la ragazza cade in un burrone in seguito ad una frana sul Monte Albano e Massimo si precipita a salvarla e la tira fuori sana e salva, anche grazie all’aiuto del suo fidato Raganhar. In seguito a questo salvataggio, Ottavia comincia a vedere quell’arrogante militare con occhi diversi e, poche settimane dopo, gli viene annunciato – o meglio, imposto – da suo padre che le ha trovato marito: il nome è proprio quello di Massimo Valerio Messalla...

Quinto capitolo della serie Roma Caput Mundi, Il leone di Roma vede cambiare protagonista (non più Marco Quinto Rufo, ma Massimo Valerio Messalla) e sposta la sua ambientazione nel sud dell’Impero Romano, precisamente ad Alessandria d’Egitto, splendida città antica che l’autrice dimostra di conoscere in maniera approfondita. Nonostante questi cambiamenti, pure importanti per l’economia della saga, la struttura di questo romanzo rimane simile ai precedenti: trama semplice, con pochi ma studiati colpi di scena; protagonisti distinti tra buoni e cattivi, sia fisicamente che caratterialmente, in modo manicheo e immediatamente percepibile anche dal lettore meno smaliziato; descrizioni ricche di aggettivazioni, possibilmente positive; storia sentimentale a lieto fine. Adele Vieri Castellano è chiaramente una discendente delle varie Liala, Mura e Luciana Peverelli: i loro romanzi, a partire dagli anni ‘20, hanno dato vita ad un nuovo genere ad altissime tirature, il rosa (oggi romance), di cui Stefania Bertola ha dettato le regole in Romanzo rosa, appunto. Adele Vieri Castellano è attualmente, per acclamazione popolare, una delle autrici più affermate del genere ed a suo favore gioca anche l’ambientazione storica che dà ai suoi romanzi: spostando di duemila anni indietro le lancette del tempo riesce a rendere ancora più suggestivo e immaginifico un genere che ha fatto sognare – e continua ancora oggi! – milioni di lettrici italiane. La sua bravura, poi, fa il resto.



 

 

 

 
 
 
 

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