Il leone rosso

Il leone rosso
1940. Un illustre neuropatologo ungherese ha deciso di prendere un congedo di quattro mesi per scrivere un libro e a tale scopo si è ritirato in una casa di campagna isolata dal mondo. Qui, con sua somma sorpresa, riceve una missiva da parte di un tale Adam Cadmon che preannuncia una sua visita al professore. Pensando ad uno scherzo da parte di qualche conoscente (Cadmon è un termine cabalistico che significa 'universo') il neuropatologo attende incuriosito la visita del misterioso personaggio. Costui si rivela un individuo fascinoso, apparentemente telepata, che preconizza l'imminente II Guerra Mondiale e consegna al professore un prezioso manoscritto da custodire in attesa di tempi migliori. Il manoscritto racconta le vicende di un certo Hans Burgner, che nato nel 1535 in un mulino tedesco e iniziato ai concetti base dell'alchimia da un bizzarro zio materno, abbandona la madre e il giovane patrigno e va in cerca di fortuna, ossessionato dall'idea della vita eterna. In una locanda Hans incontrerà un carismatico, misterioso personaggio chiamato Anselmus Rochard del quale diventerà l'assistente...
Il formidabile romanzo sull'immortalità della sceneggiatrice cinematografica magiara Maria Szepes fu originariamente pubblicato nel 1946. Messo all'indice dal regime comunista ungherese, Il leone rosso emerse dall'oblio nei primi anni '80, ottenendo un clamoroso successo in tutto il nordeuropa. Grazie alla sensibilità di Tre Editori il libro arriva anche in Italia: un'occasione unica per godersi questa avventura lungo il fiume del Tempo che - forse unica nel suo genere - sa suscitare sì profondi interrogativi nei lettori particolarmente sensibili alle tematiche esoteriche, ma al tempo stesso sa intrattenere e divertire chi vi si approccia come ad una 'semplice' opera di fiction.

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