Il leopardo

Il leopardo
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Stem-Myhre si è svegliata. Sbatte le palpebre nella semi oscurità e prova a mandar giù un grumo di saliva e muco. Ma l’oggetto estraneo cilindrico che è infilato nella sua bocca non le permette quasi di respirare. C’era stato un uomo qualche minuto prima e c’era stata quell’iniezione. Un sonnifero? Ora si è riavuta purtroppo, ed è tornata drammaticamente presente a se stessa. Davanti solo l’orrore che si appresta a vivere. Alle sue spalle, nella penombra, dei fruscii. È lui che si prepara per darle il colpo di grazia nel macabro gioco messo in scena con la sua vita? Borgny prova ad urlare ma la sfera nella sua bocca premuta sempre più contro il palato e l’ugola - può sentire con la lingua le minuscole aste che la ricoprono - non permette al suono di fuoriuscire. Poi con le dita trova il filo che pende dal labbro inferiore.“Non toccare il filo”, le ha suggerito lui prima dell’iniezione. Ma la tentazione è forte, la lotta per sopravvivere un richiamo primordiale. Borgny tira il filo e immediatamente dalla punta delle asticelle gli aghi schizzano uniformi conficcandosi all’istante nel setto nasale, nella trachea, nei globi oculari, nel palato molle fino al cervello... Kaja Solness è volata fino a Hong Kong per una missione che ha quasi dell’impossibile. Staccare Harry Hole dalle fumerie d’oppio della zona e riportarlo in Norvegia agli ordini del suo vecchio ispettore capo Gunnar Hagen per tornare ad indagare su strani e macabri omicidi che si stanno misteriosamente e pericolosamente susseguendo nelle ultime settimane. Solo la sua pluriennale esperienza può riuscire nell’impresa. Ma Harry con il mondo occidentale e sopratutto con il suo vecchio lavoro, ha staccato e ora non vuole averne più niente a che fare. Kaja non ha tempo da perdere però e deve giocarsi al meglio l’unica carta ancora a sua disposizione per convincerlo...

Torna in pista per l’ottava volta, grazie alla penna d’oro del norvegese Jo Nesbø – la nuova star del giallo scandinavo, che insedia addirittura il trono di sua maestà Stieg Larsson, ha nell’ordine, giocato a calcio nella serie A del suo paese, lavorato come broker in borsa, composto e musicato brani per la band norvegese dei Di Derre - l’antieroe per eccellenza del poliziesco nero di ultima generazione, il detective specializzato in omicidi seriali Harry Hole. Tanto burbero e malandato, sia fisicamente che psichicamente, alcolizzato, tossicodipendente e autolesionista, quanto cuore nobile e lindo, vista la predisposizione ad innamorarsi come un’adolescente al primo appuntamento, davanti al sorriso accattivante della giovane collega di viaggio Kaja Solness. Lottando contro il tempo, contro l’odiato antagonista Bellman, commissario capo della così detta Kripos la polizia giudiziaria norvegese, e sopratutto contro l’inafferrabile e sadico assassino che sembra prendere di mira solo soggetti che in un una maniera o in un altra hanno preso alloggio in uno sperduto chalet di montagna gestito dall’inquietante custode Odd Utmo, Hole metterà a dura prova le proprie malandate coronarie e quelle della sua affascinante collega. Il tutto amalgamato in modo impeccabile e serrato, con taglio narrativo cinematografico che restituisce al lettore un thriller mozzafiato e rabbrividente e non solo per la location costantemente sotto lo zero.



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