Il libraio

Il libraio
Esiste una sola libreria che al tempo stesso può riassumere in sé tutte le librerie possibili? Una libreria speciale, che racchiude speranze e desideri di centinaia di lettori e al tempo stesso non perde la propria identità modellata dalle sapienti mani di un artigiano? Probabilmente sì, e quell'artigiano è un libraio non certo comune. l'interprete di un mondo non del tutto reale, fatto un po' di carta e un po' di sogno. Un uomo riservato, la cui unica aspirazione è coltivare una lettura incessante. Sicché il particolare negoziante trascorre metà della propria vita a leggere e l'altra metà a dormire, sognando in ogni caso di leggere. C'è però da osservare che la libreria resta comunque, per quanto bizzarra, una bottega - e dunque la principale funzione di mercato rimane quella di accogliere i clienti. Ciò però non scoraggia certamente il libraio, il quale riesce per giunta nel mestiere che gli è proprio. Ragion per cui, con poche coordinate che i clienti solitamente snocciolano in cerca di un libro, come un oracolo, il libraio riesce a rintracciare il libro giusto. In tal senso, quest'essere somiglia più a un custode di un mondo metafisico, popolato da personaggi non proprio immaginari come vorrebbe un materialismo letterario ingenuo. Quando il cliente, varcando l'ingresso fa suonare il campanello con un «pudupudupudù» è del tutto ignaro delle potenzialità del proprietario della libreria...
Un romanzo difficile da riassumere e da capire. con questo suo terzo racconto, Régis de Sá Moreira ci ha voluto narrare una storia speciale e non del tutto comprensibile se non con il cuore. Oltre a quella che potrebbe essere a tutti gli effetti l'orografia di una libreria, Il protagonista è tutt'altro che un esperto di marketing: vende solo libri che ha letto e che reputa buoni libri. Pertanto, egli risulta una sorta di tiranno all'interno del proprio regno, salvo particolari riserve per clienti speciali. La libreria è però aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Tra i clienti (o potremmo dire, i malcapitati), s'incontra qualunque tipologia d'individuo: il farabutto, l'intenditore, il testimone di geova, la femme fatale, se non addirittura Dio - un po' meno e un po' più cliente degli altri. Dopo il passaggio di ogni cliente, il libraio assapora tisane di cui è costantemente fornito e tra i vapori tonificanti delle più svariate essenze riesce a indovinare la personalità del cliente appena incontrato. Piuttosto che un racconto compiuto con un inizio e una fine, Il libraio è composto da brevi capitoli, in cui molte scene sono scandite dall'andirivieni di numerosi personaggi. Libro poetico? Esercizio di stile? Non ci è dato saperlo. Poco importa in ogni caso, Il libraio narra infatti di un mondo fiabesco, un mondo interiore da intuire più che da capire mediante la descrizione dell'autore. I particolari irrisolti sono molti: perché il libraio ha amato solo tre donne? Perché il libraio strappa alcune pagine dai suoi libri da inviare ai suoi fratelli e sorelle? A parte tutto ciò, quel che rimane, è una storia di solitudine, un uomo disperatamente solo sostenuto unicamente dalla lettura dei libri che apprezza. Non a caso, l'immaginazione del protagonista è incessantemente venata da una tenera malinconia e la sua passione per la lettura appare a tratti vorace e patologica. Una narrazione ambigua e precaria, come la precarietà di una narrazione che ci è propria comunemente chiamata vita.

 

 

 

 
 
 
 
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