Il libro degli esseri a malapena immaginabili

Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Perché per migliaia di anni gli uomini hanno creduto che le salamandre fossero resistenti al fuoco e fossero “la più velenosa tra le creature velenose” e che rapporto hanno questi anfibi con la bizzarra teoria dell’omuncolo acquatico sviluppata dall’antropologo Wood Jones nel 1919? In che senso le spugne costituiscono un valido modello per capire come si è passati agli animali pluricellulari dalle colonie di animali unicellulari? Che ruolo ha la feroce e resistente stella corona di spine con lo sviluppo e la vita del reef corallino e perché la distruzione delle barriere coralline, prevista nel 2050, sarebbe una catastrofe spaventosa? Sapevate che i rapporti tra uomini e delfini sono antichi di decine di migliaia di anni, che i delfini hanno una sessualità molto promiscua, amano fare orge e praticano spesso anche l’omosessualità? E che malgrado la simpatia innegabile che suscitano hanno un lato oscuro e sono capaci di stragi e stupri? Sapevate che gli uomini mangiano anguille sin dalla notte dei tempi ma solo nel 1777 si è scoperto – tra l’altro grazie ad un naturalista italiano, Carlo Mondini – che sono pesci? Sapevate che le mascelle faringee delle murene funzionano né più né meno come quelle dei mostruosi alieni disegnati da H. R. Giger per Alien di Ridley Scott? Sapevate che esiste un verme che può raggiungere l’incredibile lunghezza di trenta metri? Sapevate che il gambero mantide, sebbene sia lungo pressappoco come un piccolo cetriolino sottaceto, ha due protuberanze in grado di sferrare colpi così violenti – parliamo di una forza sviluppata di 1500 newton, la più elevata rispetto alla massa corporea di ogni altro essere vivente – che potrebbero spezzarvi un braccio e ha la vista più sviluppata di tutto il regno animale? E che dire della fosca reputazione del tasso del miele, probabilmente il mammifero più feroce e combattivo attualmente esistente in Natura, che sin dai tempi di Erodoto è protagonista di aneddoti incredibili?

Caspar Henderson, giornalista scientifico e divulgatore autore di applauditi documentari per la BBC, racconta nella sua introduzione al volume che l’idea per questo libro gli è venuta durante un picnic con sua moglie e la figlia nata da poco. Si era portato da leggere Il libro degli esseri immaginari di Jorge Luis Borges, un trattato di zoologia fantastica che elenca creature descritte in opere letterarie e mitologie, enciclopedie e dizionari, resoconti di viaggio e antichi bestiari. Finì per addormentarsi sotto il sole – ma non certo per colpa di Borges – e al risveglio iniziò a riflettere sul fatto che “esistono molti animali reali assai più bizzarri di quelli immaginari” e che “sono le nostre nozioni e competenze a essere troppo anguste e frammentarie per comprenderli”. Così si è messo al lavoro per compilare un bestiario di animali veri talmente particolari da essere “a malapena immaginabili” (o perlomeno, anche se noti, che nascondessero tratti molto insoliti non conosciuti dal pubblico). Un bestiario che potesse rappresentare uno spunto per riflessioni sulla Natura, sull’evoluzione, sul mondo, sul senso dell’esistenza e il punto di partenza per divagazioni letterarie, filosofiche ma soprattutto scientifiche. Perché il rigore scientifico non è affatto in contraddizione con lo spiazzamento e non è un antidoto al fascino, anzi. In una recente intervista concessa a “Il Tascabile” Henderson ha acutamente spiegato: “Lo studio dettagliato non è mai nemico del senso di meraviglia o dell’entusiasmo; non rende il mondo meno magico, nel senso di bello e sorprendente”. Henderson ci propone quindi una carrellata di animali più o meno conosciuti (tra gli altri l’axolotl, la spugna barile, l’anguilla, il ragno saltatore, il nautilo, la farfalla di mare, la tartaruga liuto, persino l’essere umano) e la descrizione dei tratti più bizzarri che li caratterizzano – che siano anatomici, comportamentali o evolutivi – non è mera aneddotica, ma un pretesto per riflessioni naturalistiche molto affascinanti, accompagnate da un ricco apparato iconografico. Ma non basta: Adelphi ha voluto fare di questo saggio una vera e propria esperienza estetica: da qui il grande formato (che si unisce alla lunghezza di oltre 500 pagine dando vita ad un volume davvero imponente), il lettering creativo e in parte colorato, le splendide illustrazioni di Roberto Abbiati. Per chi si interessa di scienze naturali, un vero trip sensoriale: oltre che una lettura profonda e stimolante, s’intende.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER