Il libro degli specchi

Il libro degli specchi

Quando l’agente letterario Peter Katz della “Bronson & Matters” riceve l’estratto con le pagine iniziali del romanzo di Richard Flynn resta colpito dalla lettera di presentazione dell’aspirante scrittore, tanto da leggere il manoscritto in poche ore e richiedere con urgenza la parte restante dell’opera, che non avrà mai a causa della morte dell’autore. Questi sosteneva di poter fare chiarezza sull’omicidio del professor Wieder, un luminare nella ricerca sul funzionamento della psiche, avvenuto ventisette anni prima, nel 1987 quando Richard frequentava l’ateneo di letteratura a Princeton. Al tempo conviveva con Laura Banes, una stretta collaboratrice del docente con eccelse doti matematiche, diventata la sua ragazza dopo essere fuggita dall’ex fidanzato, che non si voleva rassegnare di averla persa. Tramite Laura, Richard aveva avuto da Weider l’incarico di riordinare l’immensa biblioteca della sua villa. Tra i tre si era instaurato un rapporto di amicizia e lo studente spesso cenava dal professore, con cui si intratteneva bevendo molto vino e parlando dei pregi di Laura. Frequentandolo Richard aveva conosciuto anche il tuttofare della villa, Derek Simmons, un uomo tenebroso che lo psicologo aveva curato in passato da una grave amnesia e a cui aveva evitato la reclusione per l’omicidio della moglie, premendo sull’infermità mentale. La notte in cui Weider fu ucciso Richard si era attardato in sua compagnia e durante le indagini era divenuto il principale indiziato…

La storia viene raccontata da tre narratori, le persone che si propongono l’obiettivo di fare luce dopo trent’anni sull’omicidio di Weider. A Richard ormai cinquantenne, che racconta attraverso la parte iniziale del suo romanzo, si sostituiscono prima il giornalista free lance John Keller incaricato da Katz di scoprire le vicende che l’aspirante scrittore non ha riportato nell’estratto e, infine, l’ex ispettore di polizia in pensione Roy Freeman. Ne emergono tre modi molto differenti di ricostruire gli avvenimenti del periodo in cui Weider frequentava Richard e Laura, a causa delle testimonianze delle persone in qualche modo invischiate nel caso che raccontano in base al loro punto di vista. Come se guardassero i ricordi in uno specchio e li ricostruissero tramite il giudizio personale e la propria esperienza di vita. L’autore riesce a catturare l’attenzione del lettore fino alle ultime pagine, tenendo alta la suspense attraverso colpi di scena dovuti alle varie versioni raccolte dagli inquirenti, che però non riescono mai a dare una risposta a tutti gli interrogativi. Alla base della lezione di Chirovici c’è la consapevolezza che la memoria deforma il passato, nel momento in cui un evento viene raccontato viene anche inevitabilmente reinterpretato. Era stato questo l’aspetto più interessante delle ricerche del professor Weider, indagato a fondo attraverso la sua collaborazione con il tribunale e con alcuni ospedali psichiatrici dove aveva ricoverato presunti assassini, da lui giudicati incapaci di intendere e di volere.



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