Il libro dei morti

Il libro dei morti
Al Museo di Storia naturale di New York viene recapitata una scatola anonima e un po’ ammaccata dalla quale esce una polvere marrone: immediato l’allarme biologico, che rientra non appena le analisi riveleranno che quell’anonima polvere è composta in realtà dalla collezione di diamanti rubata allo stesso museo da Diogene Pendergast, che l’ha triturata e restituita anonimamente. A scoprire l’atroce beffa è il giornalista Smithback, marito della curatrice Nora Kelly, che contattando  il capitano Laura Hayward, al momento impegnata a dimostrare la colpevolezza (della quale però non è convinta) dell’agente  speciale dell’FBI Aloysius Pendergast, accusato di omicidio, dà il la a un’indagine che si ricollega ai drammatici eventi accaduti all’inaugurazione della mostra sulle immagini sacre, ancora freschi nella memoria collettiva. Impossibile tenere nascosta la vicenda e il danno, oltre che economico di immagine, potrebbe essere davvero incalcolabile. Ridare smalto e credibilità al museo è una priorità assoluta. Inaspettata quanto gradita, arriva una sostanziosa donazione, vincolata alla riapertura della Tomba di Senef, una tomba egizia con una complicata storia di furti acquisti e trasferimenti che giace intatta e murata nei sotterranei delle migliaia di metri quadri del museo. L’occasione per un rilancio in grande stile, con la presenza dei notabili della città, salverà il museo dalla disgrazia. L’allestimento parte in grande stile, con una riproposizione della prima apertura al pubblico negli anni ‘30, corredata dagli ausili della moderna tecnologia…
Una trama appassionante, che ci svela segreti nascosti in un passato lontano, un viaggio nell’Egitto dei Faraoni e nei sotterranei del museo più grande del mondo. Un’evasione rocambolesca e una sottile quanto intensa indagine psicologica, che non si limita a scoprire il colpevole ma ci trascina inesorabilmente negli abissi della mente umana. Non troppo splatter, sebbene non manchino immagini forti: da evitare solo se si è impressionabili e facili prede della suggestione. Perché non dimentichiamoci che chi “profana” il riposo  di un faraone lo fa comunque correndo il rischio di scoprire che le maledizioni non erano solo parole. Da leggere se si amano le trame ben congegnate e le situazioni che ti fanno stare col fiato sospeso. Il libro dei morti è la conclusione della trilogia che inizia con Dossier Brimstone e continua con La danza della morte, fermo restando che ogni romanzo può essere letto singolarmente. Un divertente aneddoto: in un capitolo troviamo Costance Green intenta a leggere le memorie di Giacomo Casavecchio, l’unico evaso dai Piombi di Venezia. Il traduttore italiano, da me interpellato, mi ha svelato il vezzo di mr Preston di dare in ogni romanzo il nome di un collaboratore o un amico ad un personaggio, o infilare qualche inside joke nella storia sempre giocando sui nomi. Tantevvero che nei romanzi precedenti abbiamo trovato un Padre Cappi, e addirittura un maggiordomo di nome Pinketts.

 

 

 

 
 
 
 
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