Il libro dell'amore perduto

Il libro dell'amore perduto
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Hertfordshire, agosto 1928. “Mille e una notte” allegre e travolgenti, feste a tema, gioventù e alta società. Un gruppo di danzatori, i più scatenati della serata, attraggono assolutamente. Forse Thomas avrebbe bisogno di lasciarsi coinvolgere o forse potrebbe solo proseguire a guardare e poi chissà... È più straordinario di quanto si possa immaginare: basterebbe solo osservare meglio, mettere a fuoco la pista da ballo e riconoscerla. Si erano conosciuti da piccoli, si erano visti per l'ultima volta nel 1913 a Winnard Cove. È più che sognare, è bellissima. È lei: Alice Eversley. Si può rivivere il passato?
Straordinarietà artistica e attenta e delicata poesia di emozioni. “Un catalogo di cose perdute e ritrovate”. Ricerche, tanto dolorose, e somiglianti solitudini. È il libro dell'amore perduto e, nonostante i ricordi, troppo afflitti dal destino ed esitanti, è il libro della fede nell'amore. Ecco perché Lucy Foley tocca le corde della speranza e addolcisce una storia amara, in cui necessariamente si risolve qualcosa di irrazionale; e ben si capisce come contraddittorio e torturante sia il desiderio, in questo nostro mondo, di porre in rapporto sentimenti, identità e libertà. Perché «ci sono cose destinate a perdersi nel tempo». Predominano allora le assenze pensose dei due amanti, le sensibilità di queste figure centrali, i paradossi delle scelte di Thomas e Alice, le occasioni improvvise, altre volte lucide e decise: proprie di chi agisce non per fuggire per sempre, ma di chi va via e trova un equilibrio, non è costretto a un destino anonimo ed è più forte degli eventi, dei più dolci e dei più neri.

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