Il libro dello spazio

Il libro dello spazio

Un gatto sul davanzale della propria finestra è uno spettacolo quotidiano, può capitare a tutti. Quando però Phil Gish si sveglia e si appresta a prepararsi la colazione, non può non notare che il gatto sul davanzale della sua finestra è verde. Un verde molto vivo, color smeraldo. E se la cosa può apparire strana e scioccante a Phil, figuratevi le misure straordinarie che potrebbero pianificare il governo e la sicurezza nazionale… Albert continua a fare ogni notte lo stesso sogno: gioca a scacchi con un essere sconosciuto, un’entità brumosa e inafferrabile. Ma ciò che Albert sospetta è qualcosa di peggio: e se da questa infinita partita dipendesse la sorte del mondo?… I bei tempi in cui era un lottatore apprezzato dal pubblico sono ormai finiti da un pezzo. Ormai gli rimane solo un’esistenza fatta di squallore e alcol, la sua unica consolazione è lei. Lei, così giovane e indifesa, lei così fragile e delicata che è un piacere picchiarla ogni santo giorno...

Recensire un maestro della letteratura come Fritz Reuter Leiber è sempre un piacere, ma non è affatto facile. È un po’ come recensire classici di Verga o Pirandello o Calvino, per fare un paragone con autori italiani di pari livello: mi chiedo sempre “Cosa potrei dire di quest’opera o di questo autore che già non si sappia?”. Invece, anche leggendo un autore ormai classico come Leiber, si rimane sorpresi dalla freschezza e dalla spinta innovatrice emanate dalle sue storie. In questa raccolta, in particolare, troverete una selezione di racconti arricchita da un romanzo breve che ben rappresentano la capacità iconoclasta dell’autore. Si tratta di opere pubblicate fra gli anni Quaranta e Cinquanta, ma che difficilmente deluderanno il lettore. La vivacità dello stile di Leiber, la sua inesauribile vena nel creare nuove prospettive e angoli visuali, è in grado di catturare ancora oggi perfino chi è poco avvezzo o peggio poco incline alla fantascienza. A dispetto del titolo dato a questa raccolta, infatti, qui non troverete viaggi spaziali e astronavi. Leiber si rivolgeva raramente a simili tematiche e, anche quando lo faceva, il suo vero centro focale era rivolto all’uomo più che alla tecnologia. Lo spazio a cui si riferisce il titolo, quindi, non è il cosmo. Non l’universo esterno, ma lo spazio vissuto dall’uomo. Leiber è interessato a catturare la polimorfia e la multidimensionalità di quella che è la nostra esperienza dello spazio. Qui lo spazio, allora, è una landa inesplorata la cui estensione e complessità sfugge verso l’infinito. Un insieme di dimensioni che possono variare dalla realtà satirica all’incubo più spaventoso, dalla sferzante ironia (sempre benevola, però) all’inaspettata tragedia, quando meno te l’aspetti.



 

 

 

 
 
 
 

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