Il lido

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“Kate vive sotto una nuvola. Una nuvola che la segue ovunque vada, e dalla quale lei, per quanto si sforzi, non riesce ad allontanarsi. Zigzaga in mezzo alla folla e non vede l’ora di arrivare a casa, chiudersi la porta alle spalle e infilarsi a letto. Quando non è al lavoro, il letto è il posto dove passa la maggior parte del tempo”. Kate Matthews ha poco più di vent’anni, una sorella maggiore, Erin, una madre, un patrigno e un padre che vive ad Antigua con la nuova fidanzata. A Brixton, zona a sud di Londra, si è appena trasferita: qui non conosce nessuno, ansia e solitudine hanno il sopravvento. Lavora da poco al “Brixton Cronichle”, solitamente scrive di cani smarriti, lavori stradali e nuovi cantieri edilizi, articoli che finiscono in fondo alle pagine e che vengono letti da uno sparuto gruppo di persone, compresa sua madre che li raccoglie e custodisce gelosamente quasi fossero reliquie, cosa che la figlia sopporta mal volentieri. Così si svolge la sua ruotine, finché il direttore decide di assegnarle una storia particolare, quella del Brockwell Lido, la piscina aperta dal 1937 che ora una società immobiliare, la Paradise Living, vuole rilevare per trasformare in non si sa cosa, causando rabbia e indignazione nei cittadini. Rosemary è un’anziana e paffuta donna di 86 anni. Il lido è un pezzo fondamentale della sua esistenza, “fa parte della sua quotidianità come la tazza di tè che beve sul balcone”. Qui ha conosciuto suo marito, qui si sono svolti momenti importanti della sua vita; questo, e altri luoghi che l’hanno segnata in città, si stanno pressoché dissolvendo, la libreria, i negozi che frequentava, tutto si sta rapidamente trasformando. Ora anche il lido sembra essere in procinto di sparire dalla mappa di Brixton. Kate si reca da lei armata di taccuino, le hanno detto che è proprio la persona giusta per approfondire questa storia. “Farò l’intervista se lei si fa una nuotata,” le dice inaspettatamente Rosemary. Seppur sorpresa, Kate accetta. È l’inizio di una strampalata avventura ma anche di una straordinaria amicizia…

Libby Page, firma del “The Guardian”, vive a Londra e ha studiato giornalismo di moda al London College of Fashion. Il lido è la sua opera prima, bestseller in patria e ora in corso di traduzione in venticinque Paesi. Il nuoto è la sua passione e diventa elemento centrale di questo suo romanzo d’esordio, che racconta la storia di un’amicizia tra due donne quanto mai diverse ma quanto mai unite in una fase per entrambe particolare della vita. In inglese, la parola italiana “lido” viene usata per indicare anche una piscina pubblica all’aperto, da qui il titolo di questo libro, che a volte coinvolge, a volte stenta a decollare. La vicenda narrata è sicuramente di straordinaria attualità, parte da un luogo simbolo per una comunità per poi andare a descrivere in modo paradigmatico la metamorfosi dei contesti urbani, la periferia che si trasforma, l’economia che si fa paesaggio, andando a impattare sul tessuto delle attività che prima costituivano la base di riferimento di tante comunità. Brixton è come tanti sobborghi delle nostre città, un microcosmo di posti del cuore che gli abitanti cercano di mantenere vivo per non perdere i propri punti di riferimento. Il lido è il collante che tiene insieme un quartiere, è il collettore di una serie di ricordi che hanno segnato Rosemary e tante persone. Ma questo romanzo è anche la storia di un’amicizia tutta al femminile in cui la differenza d’età non conta anzi diventa valore aggiunto; Kate è una ragazza sensibile e fragile, come si scopre pagina dopo pagina e Rosemary riuscirà a fornirle suggerimenti adeguati come antidoti al suo dolore.



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