Il lungo addio

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La prima volta che il detective Philip Marlowe incontra Terry Lennox è l’autunno del 1949, fuori da un locale alla moda, il “Dancers”. Non riesce nemmeno a scendere dalla sua Rolls Royce, è ubriaco marcio, esita barcollando sotto lo sguardo sprezzante di un parcheggiatore ma soprattutto sferzato dalle battute acide della ragazza che è seduta accanto a lui in automobile, una rossa con un visone azzurro che in realtà è la moglie Sylvia. Il parcheggiatore non ha pazienza né garbo, Lennox finisce con il sedere a terra e la sua ragazza se ne va con la Rolls, lasciandolo senza sensi nel parcheggio. Marlowe impietosito interviene, si carica l’uomo in macchina e lo porta casa sua, a Yucca Avenue. Quando Lennox si è ripreso, Marlowe lo riaccompagna a casa sua, a Westwood. È l’inizio di un’amicizia sghemba ma affettuosa: i due uomini passano molti pomeriggi o serate nei bar della zona, finché Lennox non si trasferisce a Las Vegas: il suo amico Randy Starr, un gangster di piccolo calibro, gli ha trovato lavoro. Di lì a poco le cose sembrano migliorare ancora per il fragile etilista, perché si riconcilia con la moglie Sylvia, rampolla di una famiglia ricchissima, e passa a fare il “mantenuto”. Qualche mese dopo però Terry si presenta di nuovo in Yucca Avenue: chiede a Marlowe di accompagnarlo oltre il confine, a Tijuana. Il detective intuisce che quella di Lennox è una fuga, probabilmente da un crimine, ma chiede espressamente all’amico di non raccontargli nulla per non essere accusato di complicità. Lo porta in automobile a Tijuana e qui Lennox sale su un aereo. Di ritorno a Los Angeles, Marlowe viene interrogato brutalmente dalla polizia e buttato in cella: è accusato di aver aiutato a fuggire un omicida. Infatti la moglie di Lennox è stata trovata brutalmente uccisa in una “guest house” della tenuta di famiglia dove era solita intrattenersi con i suoi numerosi amanti. E tutto fa pensare a un delitto di gelosia…

È datato 1953 questo sesto romanzo con protagonista il leggendario detective privato Philip Marlowe, archetipo dell’hard-boiled. Si tratta del capitolo più lungo e più ambizioso della saga: Chandler lo riteneva il suo libro migliore ma è stato sicuramente per lui anche il più difficile da scrivere, perché stilato durante la malattia terminale della moglie. Lo scrittore argentino Rodrigo Fresán amava sostenere che Terry Lennox è l’unico personaggio nell’intera saga di Marlowe di cui il detective si innamora davvero, e in effetti il rude detective è insolitamente, tenacemente tenero con questo mantenuto che si stordisce di alcol e sopporta in silenzio i tradimenti della moglie ricca e viziata. Forse perché ne Il lungo addio Raymond Chandler inserisce molti elementi autobiografici e soprattutto racconta i suoi demoni descrivendo le miserie di due personaggi, l’alcolizzato Terry Lennox e lo scrittore in crisi creativa Roger Wade. Il plot è perfetto per spiazzare il lettore: sembra vada a parare da una certa parte e invece ti sorprende, così quello che credevi un malinconico omicidio passionale diventa un intrigo internazionale. Ciò che rimane costante è la qualità della scrittura, tesa come sempre e amara come non mai.



 

 

 

 
 
 
 

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