Il mago e l’imperatrice

Il mago e l’imperatrice

Valeria Messalina si specchia in una pozzanghera, fuori dell’antro della Sibilla Cumana. Sta crescendo, ma il vedersi così tanto simile a sua madre, Domizia Lepida, non la esalta. Certo la genitrice è una donna bellissima, ma è così superficiale e sono così diverse! Ha solo 8 anni e suo padre, Marco Valerio Messala Barbato, che ama e la ama profondamente, la manda a Cuma per conoscere il suo futuro e il responso dell’oracolo gli arriverà appena in tempo per affidarla a Cheremone che avrà il compito di istruirla e guidarla con saggezza. Esalerà quindi il suo ultimo respiro, non prima di averle ricordato di discendere da Valesius, progenitore di tutta la stirpe sabina, presente sulla terra di Roma ancor prima di Enea. In quell’antro pauroso, dove era stata accompagnata da una nutrita scorta, tra chi non le voleva bene e chi, invece, le era sinceramente affezionato, era attesa da Amphrisia, la Sibilla, il cui oracolo diceva: “Gloria al tuo nome nei secoli. Augusta e padrona di ogni cosa. Un abisso è davanti a te e dall’abisso tu raggiungi il cielo. Ventitré volte mutano le stagioni e infine il tempo ti appartiene”. Quale sarà il significato? La madre di Messalina, che è solita darle della stupida (ma la figlia non solo per questo non ne ha la minima stima, quanto perché la ritiene colpevole della morte del padre, di adulterio e di essere eccessivamente furba) tenta un’interpretazione, affermando che l’oracolo è quanto mai chiaro: sua figlia sarà imperatrice di Roma e avrà gloria eterna al punto che salirà in cielo in Cielo sul carro degli eroi e degli Dei...

Se uno si aspetta la Messalina dell’immaginario collettivo, o meglio la Messalina come ce l’hanno sempre descritta, di certo penserà di aver sbagliato personaggio o libro, tanto la donna di cui abbiamo sempre sentito parlare è spregiudicata e dissoluta, a differenza di quella descritta nel volume di Claudia Salvatori che è quasi timorata, seria e completamente presa dal suo ruolo di imperatrice di Roma. Una Messalina diversa e che affascina, così saggia, stratega e sotto certi aspetti anche “bucolica” e schierata a favore della natura. Forse l’invidia nei suoi confronti ha animato la calunnia, soffiando per millenni sul fuoco della diffamazione o forse era l’aver a fianco un esempio come la madre (non certo un buon esempio), che ha forzato un po’ la mano dei suoi contemporanei... Di certo la Messalina di Claudia Salvatori è totalmente differente, interessante, depositaria di insospettabili qualità morali e soprattutto moderna, nelle sue scelte e in quelle decisioni che aiuta il marito a prendere. Quella che ne risulta è una figura di donna davvero molto più interessante! Il mago del titolo è, invece, Simone di Samaria, il Simon Mago di Dante (XIX Canto dell’Inferno, terza bolgia, ottavo cerchio, dove si trovano i simoniaci), che cattura l’attenzione di Messalina a favore di una nuova religione a Roma: ma ahimé tempi e personaggio non erano ancora “adatti”. Questa particolare “revisione” della storia di Messalina fa parte di una serie di libri chiamata “Il romanzo di Roma”, progetto editoriale supervisionato da Valerio Massimo Manfredi di cui fanno parte parecchi romanzi storici di diversi autori (due volumi sono della Salvatori).



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER