Il male minore

Il male minore
Inès si è appena trasferita in un nuovo appartamento nella zona di Buenos Aires dove Alberto, suo amico, complice, pusher ed aspirante amante gestisce un raffinato ristorante assieme a lei. La ragazza inizia ad avere strane, agghiaccianti visioni collegate alla morte - avvenuta in circostanze misteriose - del suo fidanzato Leopoldo. Nel frattempo il cartomante Nelson Floreal e la sua anziana madre, guardiani della barriera tra sogno e realtà, la cosiddetta Recinzione, cominciano ad avvertire una terribile minaccia...
Per questo romanzo del povero Carlos Eduardo Feiling (è morto giovanissimo per una grave forma di leucemia) la critica letteraria internazionale, soprattutto quella delle riviste specializzate in horror, ha scomodato sua maestà Lovecraft con una pervicace costanza. Non che la citazione sia del tutto campata in aria, in fondo si parla di dimensioni parallele che si sovrappongono, di miasmi fetidi, orrori senza nome, case "visitate" etc., ma secondo me sono decisamente più evidenti i richiami alla letteratura fantastica sudamericana, e assai più pertinenti i paragoni con la visionarietà, i temi e lo stile del fumetto argentino di genere. E proprio questo background, a dirla tutta, è la chiave del fascino di una vicenda che miscela in modo originale ed inquietante al tempo stesso gotico, surrealismo ed umorismo nero. Tra i vicoli di Buenos Aires, tra immigrati uruguagi, tangueros tristi, ragazze rampanti tutte coca, sesso e bella vita e ristoranti di lusso si muove una ben strana coppia di eroi (la cosa migliore de Il male minore): un cartomante e la sua anziana madre. Ufficialmente concentrati su come spennare tardone garrule ed ingioiellate e su come opporsi alla concorrenza del negozio di amuleti brasiliani all'angolo, ma in realtà membri di una elìte segreta di guardiani, gli Arconti, coloro che non sognano mai, che hanno il compito di vigilare affinché le creature create dai sogni degli umani non invadano il piano della realtà. Uno spunto affascinante che avrebbe forse meritato un approfondimento maggiore, una scansione più lenta, un crescendo di emozioni fino all'inatteso colpo di scena finale. Si arriva invece velocemente all'ultima pagina e si rimpiange subito di non averne avute di più. Il rimpianto per la perdita prematura di un talento come quello di Feiling si fa quindi ahinoi ancora più grande.

 

 

 
 
 
 
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