Il manuale del debuttante russo

Il manuale del debuttante russo
Un panino imbottito di soppressata piccante e avocado è per Vladimir Girškin un momento di pura felicità in mezzo alle pratiche dei turchi, dei serbi e dei tutsi che affollano i locali della Società per l’inserimento degli immigrati. Tutti chiedono solo una cosa: la cittadinanza. E Rybakov non è da meno. Lui, ribattezzato l’Uomo del Ventilatore perché solo con l’elettrodomestico riesce ad avere una relazione sana, fa addirittura di più: assilla il nostro impiegato e immigrato a sua volta dalla Russia promettendogli anche un lavoro più redditizio se diventa uno degli uomini del figlio, Marmotta. Quasi insensibile al fascino del soldo facile, da bravo sovietico, Vladimir declina in un primo momento l’offerta: in fondo col suo stipendio può fare una vita decorosa, insieme alla sua Challah, ragazzona semplice ma mistress di professione. Però quando nella sua vita irrompe Francesca, giovane americana di origini italiane, col suo seguito di famiglia colta e appartamento a Manhattan, Vladimir non è più lo stesso, perde completamente la testa. Già troppo assennato non lo era mai stato: come poteva esserlo un ebreo russo proveniente da una città, Leningrado, che non esisteva più? Da una società ormai scomparsa? Siamo nel 1993, e l’Unione Sovietica è appena andata in frantumi. Ora, nell’opulenta America, il suo pensiero principale sono i soldi: Fran ha delle spinte consumistiche preoccupanti; per stare al passo, Vladimir ha chiesto un’altra carta di credito, prestiti al padre e a Rybakov, ma a tutto c’è un limite, un rapporto omosessuale può per esempio esserne uno di tutto rispetto! Inseguito dalla mafia catalana, gli resta solo una soluzione: abbandonare l’amore della vita e rifugiarsi a Prava, nella Repubblica della Stolovaja, ovvero “la sala d’attesa dell’Occidente” e lasciarsi ammaliare dal richiamo del guadagno facile. Non ci metterà molto a spendere soldi non suoi, pur di accattivarsi le simpatie degli stoloviani. E quando gli chiedono che cosa lo abbia portato a Prava dall’America, Vladimir ha la risposta pronta: ovviamente il progetto di fondare una rivista letteraria. E così si improvvisa poeta e dal comporre  versi a conquistare le donne il passo è breve. Una giovane americana dagli obiettivi sovversivi gli farà dimenticare gli amori passati e lo ricondurrà sulla retta via. Certo, dopo varie batoste, una su tutte un'aggressione da parte degli skinhead stoloviani. È davvero un miracolato, Vladimir, scheletrico e asmatico com'è…
Vladimir, o Fallituška, come viene affettuosamente chiamato dalla madre, è punto d'incontro di diverse culture: ebraica, russa e americana. Tutte e tre esplodono in un mix esilarante, nella migliore tradizione dell’umorismo ebraico, trascinando con sé immagini russe e americane. Quando gli viene chiesto se è mai stato da uno strizzacervelli, risponde: ”I russi sono amanti della psichiatria. La vita per noi è triste e dobbiamo imparare a sopportarla”. E quando si giustifica per la sete di denaro? “Il mondo è in debito con noi per quello che è successo negli ultimi settant’anni. I soldi vanno benissimo”. Gary Shteyngart, un autore che il "New Yorker" ha segnalato come uno dei migliori scrittori americani under 40, è stato travolto dal successo con questa sua opera prima, e ha poi confermato il suo talento con Absurdistan e Storia d’amore vera e supertriste.

 

 

 

 
 
 
 
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