Il master di Ballantrae

Il master di Ballantrae
Scozia, XVIII secolo. Questa è la terribile e misteriosa storia del clan dei Durrisdeer e di come i due fratelli James (chiamato anche il Master di Ballantrae) e Henry finirono tragicamente i loro giorni cercando di sconfiggersi a vicenda. A raccontarci le loro avventure è Ephraim Mackellar, per quarant’anni amministratore della famiglia e fedele servitore del secondogenito Henry. I due fratelli sono molto diversi tra loro. Il Master di Ballantrae ha un carattere forte, una personalità poliedrica, carismatica e un’intelligenza acuta che lo rendono privilegiato agli occhi del padre, rispettato e temuto dal popolo e dai membri degli altri clan, mentre Henry è schivo, taciturno e, sebbene privo di ombre, alla fine malvisto e costantemente coperto dall’ingombrante figura del fratello maggiore. Una rivalità latente serpeggia tra i due, la scelta di chi dovrà partire in guerra viene affidata a una moneta. James è il prescelto e, quando la notizia della sua presunta morte sul campo di battaglia giunge alla famiglia, il dolore del padre e della cugina Alison oltrepassa i confini della tenuta. Il povero Henry viene messo in disparte, quasi odiato per essere sopravvissuto al fratello. In verità il Master di Ballantrae ha un lato oscuro degno di un diavolo, una parte diabolica che sopravvive a ogni sconfitta e sembra rigenerarsi come una fenice. James, improvvisamente, ricompare alla tenuta ma molto è cambiato nel frattempo. Il suo profilo nero è venuto a galla e la sua presenza porta con sé un alone di paura. La tensione tra i due fratelli culmina con un terribile duello notturno e Henry uccide James trapassandolo con la spada. Il Master di Ballantrae muore e ancora una volta la storia sembra arrivare tragicamente al suo epilogo. Ma il corpo scompare misteriosamente e di nuovo giungono notizie sulla sua incredibile sopravvivenza e guarigione. Il suo ritorno alla villa in compagnia di un servo indiano stravolge nuovamente gli equilibri della famiglia. Henry e Alison, nel frattempo diventata sua moglie, fuggono in America, dove la donna ha possedimenti. Ma l’indole diabolica del Master di Ballantrae non ha pace e l’inseguimento per mare alla ricerca del fratello codardo ha inizio…
Ho cercato di riassumere, sebbene indegnamente, a grandi linee le storie principali racchiuse in questo libro scritto alla fine del diciannovesimo secolo. In realtà un riassunto esaustivo non ha molto senso perché ciò che conta invece è riuscire a esaltare lo scontro tra le due parti, tra Caino e Abele che si inseguono e si rifuggono. L’ira di uno non si placa mai, la sopportazione dell’altro arriva a sfociare in gesta estreme e così si prosegue per decenni, fino al tragico epilogo in terra d’America. È davvero un libro d’altri tempi, una storia notturna pensata, così come Stevenson ci svela nell’epistolario finale, in una notte gelida e tempestata di stelle dalla luce artica, durante una camminata tra il mare e la foresta. Un autentico racconto d’inverno, da vivere e seguire fino alla fine, immaginando il duello nel boschetto, con le sole candele a illuminare la scena, oppure il lungo viaggio per mare del Master di Ballantrae, la sua trasformazione in pirata, la sua capacità di conquistare il cuore e il cervello dei suoi compagni, costringendoli a volergli bene, seppure temendolo e odiandolo. Questi sono libri che difficilmente non piacciono, perché permeati di un’aurea d’avventura di cui il lettore va sempre in cerca. 

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