Il matematico impenitente

Il matematico impenitente
Settentasette variazioni suddivise in sette parti, con un capo e una coda, per ribadire un solo ed unico concetto: “Io non mi pento!”. Piergiorgio Odifreddi struttura così il suo nuovo saggio in cui trovano spazio riflessioni di ogni genere, dalla condizione economica mondiale al referendum sulla Legge 40, dalla teoria evoluzionistica allo scandalo dei preti pedofili, dagli insegnamenti della scuola moderna alla crisi energetica, fino alle aspre critiche che l'autore rivolge alla Chiesa e alla religione cattolica. Una presa di posizione forte e decisa, assunta specialmente nelle prime due parti del libro (Fatti e Opinioni), in cui il matematico mette in mostra tutta la sua rabbia e la sua impenitenza nei confronti di chi lo vorrebbe veder tornare sui suoi passi, così come fece a suo tempo Galileo Galilei. Ma Odifreddi non sembra pentirsi facilmente, e il libro prosegue in tutta la sua intemperanza, acquistando con lo scorrere delle pagine una forma meno rabbiosa e più razionale, meno politica e più matematica, portando lentamente alla luce la miglior dote di Piergiorgio Odifreddi: il suo quasi infinito sapere matematico e filosofico e la sua capacità di saperlo raccontare...
Dopo il successo de Il matematico impertinente, il nuovo Il matematico impenitente sembra voler ricalcare le orme e le prese di posizioni assunte da Piergiorgio Odifreddi in passato in merito a molte questioni politiche e clericali. Difficile uniformare le sue settantanove riflessioni (ognuna di 3-4 pagine) all'interno di un unica forma descrittiva a causa dell'ampia varietà di argomenti e di ambiti culturali. Ciò che emerge è tuttavia un cambio di guardia tra la prima e la seconda parte del saggio: tra l'Odifreddi che rompe le righe scagliando tutte le sue pietre contro politici, critici e mezzi d'informazione e l'Odifreddi che si siede in cattedra a parlare del viaggio di Darwin, della filosofia della matematica di Kurt Gödel (a mio parere la parte più bella del saggio), e delle scoperte scientifiche che hanno dato una svolta al nostro secolo. La capacità del “matematico impenitente” di conquistare il lettore raggiunge livelli elevatissimi in alcune pagine, perdendosi in altre a causa delle numerose (troppe) citazioni di libri e fonti storiche che forse avrebbero richiesto maggiori approfondimenti in ulteriori capitoli, per non dire in ulteriori saggi.

 

 

 

 
 
 
 
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