Il matrimonio dei fiammiferi

Il matrimonio dei fiammiferi
Miranda Romanac ha trent'anni, un lavoro interessante come book dealer a Manhattan, una vita piena di successi ma anche di solitudine e rimpianti. E' durante l'incontro con i vecchi compagni di liceo che Miranda fa una sconcertante scoperta: James Stillman, l'unico uomo che avesse mai amato “con cuore adulto”, è morto tre anni prima a causa di un incidente d'auto. Apparentemente superato il trauma di una rivelazione che sembra mettere in discussione buona parte del cammino già percorso, incontra l'affascinante Hugh Oakley, mercante d'arte, uomo colto, già sposato. La loro storia d'amore diventa più di una semplice avventura: Hugh lascia la sua famiglia e per Miranda, con Miranda si trasferisce in una bellissima casa sull'Hudson dove entrambi sperano di cominciare una nuova vita insieme. Ma quella che sembra essere l'occasione per dimenticare un passato doloroso e ricominciare a credere in nuove, prossime felicità diventa invece l'inizio di una serie di incubi e visioni. Miranda viene perseguitata da inquietanti allucinazioni, persone che pensa di aver conosciuto, bambini, uomini, cadaveri che si materializzano da altri mondi, da vite diverse e finiscono per disvelarle il significato ultimo della propria. E' solo con la rinuncia a Hugh, e l'aiuto di una cara vecchia amica, Frances Hatch, che la donna sconfigge i propri fantasmi, accedendo all'ultima, definitiva rivelazione...
Il matrimonio dei fiammiferi è quasi impossibile da riassumere: come tutti i romanzi di Jonathan Carroll è talmente intriso di poesia, tormenti, estasi ed originalità che si presta faticosamente a qualsiasi tipo di definizione. Ci si inganna all'inizio, credendo di avere tra le mani il classico romanzo di un amore contrastato, ma basta poco per capire che l'autore non rinuncia nemmeno questa volta alla sua vena fantastica e visionaria, e ad un tracciato onirico che da sempre ne fanno il massimo esponente della letteratura visionary-pop. All'improvviso, come se un senso di ritrovata urgenza lo imponesse, la trama ingenera un rovesciamento di prospettiva, conducendo il lettore verso una serie di eventi straordinari dai quali rimane rapito, sconvolto, ma mai disturbato. Quasi come se dietro ai simbolismi tipici di Carroll, alle sue metafore, a destini che si incrociano e si perdono, a reincarnazione ed immortalità, ci fosse l'esigenza ultima di rispondere ad una necessaria e imprescindibile domanda: su chi siamo e su cosa ci serve davvero per essere felici, senza perdere il rispetto per noi stessi. Preparatevi ad una storia potente, inaspettata, originale: ci si smarrisce nel desiderio, nella magia, nella sensualità e nella poesia di certi passaggi, densi di reminiscenze quasi felliniane. Ci si affeziona a Miranda, ci si riconosce nella sua fragilità di donna alle prese con un destino che non conosce, con lutti e dolori a cui è impreparata, la si vorrebbe aiutare e sostenere, condurre per mano a scoprire quella libertà di recuperare se stessa e il senso della propria vita. Un libro da assaporare piano, l’ennesima sorprendente favola di un intrattenitore di prim’ordine che incanta e terrorizza con la stessa garbata maestria. Se odiate i romanzi fantasy e fantastici, leggete Jonathan Carroll ed imparerete ad amarli.

 

 

 

 
 
 
 
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