Il mercante d’acqua

Il mercante d’acqua

In un futuro non molto lontano, il caldo infernale ha sterminato intere popolazioni e il pianeta ha un volto totalmente diverso. A metà del XXI secolo, l’umanità è stata sconvolta dalla più grande crisi economica di sempre. Nel caos generalizzato, pochi eletti hanno creato grandi monopoli nel settore alimentare, sull’istruzione, in ambito militare e sulla cultura. In totale ben undici monopoli, ma nessun uomo al mondo è diventato potente e ricco come Oceano, il magnate che gestisce le risorse idriche del globo intero. Suo figlio, Fiume, vive una vita di agi e successi, ma è condannato all’infelicità: i rapporti fra il ragazzo e il padre-padrone sono pessimi, i genitori sono rigidi e programmano ogni aspetto della sua vita, imponendogli le assurde lezioni del cyborg Alpha Spracheliebe o corsi di navigazione a cui Fiume non ha la minima voglia di partecipare. La vita nella Città-degli-Specchi è sostenibile solo grazie a sostanze che rallentano l’avanzare del tempo e all’uso smodato delle pillole del buonumore. Nel resto del mondo le persone invecchiano normalmente, muoiono di sete e per questo vedono la Città come una sorta di Eden. La realtà è molto più amara: il popolo della Città è oppresso e subisce le angherie del cyber-capitalismo di Oceano e degli altri monopolisti. A lottare contro il sistema ci sono solo le Scimmie di Darwin, un gruppo guidato dall’ideologo Igor Vygotskij. Fiume incontrerà i guerriglieri, e troverà una ragione di vita nella lotta contro Oceano…

Il mercante d’acqua è il primo romanzo di Valerio Carbone. Pubblicato per Haiku, casa editrice che egli stesso ha fondato nel 2010, giunge dopo il racconto La confusione chiara e la silloge Lode a Mishima e a Majakovskij, entrambi datati 2011. Il suo è un potente romanzo fantastico, ma con evidenti legami con l’attualità. Un mondo dominato dal consumismo, in cui la globalizzazione ha creato solo disastri, un meccanismo perverso in cui tutto va sempre a vantaggio dei ceti dominanti, mentre le multinazionali invogliano a procreare solo per avere nuovi consumatori. A consacrare questo collegamento vengono nominati, di certo non casualmente, molti marchi-simbolo del nostro presente: la vituperata Monsanto, la Deutsche Bank, la Pepsi. L’autore riflette anche sul problema dell’educazione, e sul fatto che i regimi tengano volutamente il popolo nell’ignoranza. Basti pensare che il giovane Fiume crede che Darwin sia un guerrigliero statunitense che incoraggiava la rivolta dei bolscevichi. I cinefili forse vedranno dei rimandi a L’esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam, in cui spicca la performance maiuscola di Brad Pitt. Nel romanzo però, a differenza che nel film, le Scimmie lottano per il bene comune. Ci sta, gli artisti rubano, è notevole saper intessere legami con altre opere ed è piacevole riuscire a coglierli. La rilettura di Carbone è un mondo distopico, ma allo stesso tempo favolistico e ottimistico, al contrario della visione di Gilliam.

 

 

 
 
 
 

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