Il mio nemico mortale

Il mio nemico mortale
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La fuga d’amore di Myra e Oswald Henshawe è sempre stato un tema di conversazione ricorrente nelle riunioni di famiglia in casa di Nellie, quindicenne di Parthia, un paese nel sud dell’Illinois. La storia degli Henshawe è intrisa di romanticismo e ha sempre destato un particolare interesse nella ragazza, desiderosa di conoscere i protagonisti della vicenda, fuggiti da Parthia giovanissimi e mai più tornati. Secondo i racconti di zia Lydia e della mamma di Nellie, dopo essere rimasta orfana di entrambi i genitori, Myra era stata cresciuta da un facoltoso zio, il quale si era fermamente opposto al matrimonio della nipote con Oswald, tanto da minacciare di diseredarla nel caso fosse contravvenuta al suo diktat. Myra aveva anteposto l’amore al denaro, aveva sposato Oswald e insieme erano andati a vivere a New York, dove lui aveva trovato lavoro in un’impresa di trasporto ferroviario. Un racconto che fa cantare il cuore adolescente di Nellie, felice di ricevere da zia Lydia la notizia che gli Henshawe stanno per arrivare a Parthia e la ragazza potrà finalmente incontrarli a casa della zia. Myra non è più una giovane eroina romantica, ma una signora di mezza età, alquanto piccolina, più bassa di Nellie, che tuttavia si sente sovrastare dal suo sguardo altero e benché desideri ardentemente di piacere a quella donna, con lei non riesce a non sentirsi a disagio. Oswald invece, è un uomo corto e grassoccio, dagli occhi a forma di semiluna, imperscrutabili e gentili. Sono sposati da tempo e ancora innamorati, o almeno questa è la prima impressione che la ragazza ne ricava. I due sposi invitano zia Lydia e la nipote a trascorrere con loro a New York le feste di Natale. L’appartamento degli Henshave, in Madison Square, è incantevole, qui allegria e rispetto sono di casa, come l’universo di amici, attori e artisti che gira intorno a Myra, sempre elegante e affabile. Un sabato mattina, Nellie si reca dagli Henshave dove è attesa per il pranzo, ma avvicinatasi alla porta d’ingresso, viene sorpresa da una discussione tra marito e moglie e dal vento freddo delle parole sferzanti di Myra rivolte a Oswald. La donna sembra aver dismesso la veste cortese e amabile che finora l’aveva contraddistinta. In quella casa ora è il gelo e Nellie sente forte l’angoscia per una delusione che le toglie il respiro, il sogno romantico sembra stia per dissolversi…

È con voce piena di speranza che la giovane Nellie, estasiata dal racconto della fuga d’amore degli Henshave e del sacrificio di Myra, chiede alla zia “Ma sono stati felici, alla fine?”. La risposta disincantata di Lydia - “Felici? Oh sì! Come la maggior parte della gente” - e la reazione incredula della ragazza - "Che delusione, quella risposta. Il senso della loro storia era che avrebbero dovuto essere molto più felici degli altri" - descrivono il prologo del romanzo. Sin dalle prime battute si percepisce che sta per esplodere un uragano, ma il temporale che infine arriva non inonda le terre, bensì fertilizza i campi seminati. La narrazione è fatta di piccoli punti da ricamatrice esperta che, lungi dal dare giudizi di valore o morali inopportune, osserva con attenzione i fili che si intrecciano, talvolta si sfilacciano, altre si annodano a formare la trama di un matrimonio. Willa Cather, scrittrice americana vincitrice nel 1923 del Premio Pulitzer con il romanzo One of ours, nella primavera del 1925 lavora al suo romanzo più breve, l’ottavo, pubblicato nel 1926 con il titolo originale My mortal enemy. L’opera sorprende studiosi e critici letterari che non riconoscono il libro come una tappa della progressione artistica dell’autrice, già all’apice della sua carriera. Si chiedono insomma, da dove venga fuori quel racconto, cosa e chi l’abbia ispirato. La storia, come ha scritto la letterata britannica Antonia Byatt, “è un ritratto dal vero, l’impulso a cimentarsi con una donna realmente esistita” e che la Cather ha conosciuto. Myra è un personaggio complicato, travolgente e affascinante, protagonista di un matrimonio in cui convivono amore e odio, sogno romantico e ambizione sociale. Le sue riflessioni sono il lucido disincanto di una donna volitiva, piegata dal destino, che ha trasformato un idolo in un nemico mortale. Dietro di lei, si intravede la figura apparentemente debole di Oswald, al quale Nellie, voce narrante del romanzo, sembra riservare le sue simpatie, un uomo dalle spalle larghe, custode silenzioso della bellezza di un amore che conosce la corruzione dei corpi e delle menti, ma che sa volare oltre la contingenza e la disarmonia del presente. Un romanzo che si legge d’un fiato e che andrebbe riletto, per assaporare le parole misurate e necessarie, non una di più, non una di meno.



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