Il mio nome è Venus Black

Il mio nome è Venus Black

Everett, Stato di Washington, 1980. Venus Black ha tredici anni e grandi ambizioni: il suo sogno è diventare la prima donna ad andare nello spazio. Ma a un tratto la sua vita, come l′ago impazzito di una bussola, punta nella direzione opposta a quella in cui vorrebbe andare. D′altronde è facile accorgersi che è il caso a governare le nostre esistenze, non è necessario diventare adulti per capirlo. Una serie di eventi che si susseguono storti, una svolta imprevista là dove si pensava di poter andare dritti, e ci si ritrova lontanissimi dai propri sogni. E da chi si pensava di essere. Al riformatorio di Echo Glen ci arriva chi ha commesso crimini gravi. Venus sembra non fare eccezione, malgrado abbia rifiutato di difendersi quando ne ha avuto la possibilità. Il suo pensiero costante è che tutto questo non sarebbe mai accaduto se suo padre non fosse morto quando lei aveva cinque anni. La fibbia della cintura si è impigliata nei macchinari. Se Joseph Black non avesse indossato quella cintura sarebbe vivo, Inez – sua madre – non avrebbe dovuto accettare il lavoro di barista, quindi non avrebbe avuto occasione di incontrare Raymond Miller, che non sarebbe finito così presto a casa loro. Fine della storia. Ma la storia, quella vera, è andata diversamente…

Al suo romanzo d′esordio, Heater Lloyd sceglie un soggetto complicato e lo affida a un personaggio che cattura l′attenzione dalle prime pagine. Venus è una ragazza apparentemente serena, ottimi voti a scuola, un fratellino autistico al quale è legatissima, una famiglia che i vicini di casa non esitano a definire felice. Eppure accade l′impensabile, almeno per chi non conosca davvero i fatti per quello che sono realmente. Venus – che ha il nome di un pianeta – è attratta dall′astronomia e dalle incredibili spiegazioni che trova in questa scienza, in cui talvolta riconosce le dinamiche della sua stessa vita. Venus – che decide di cambiare il proprio nome quando esce dal riformatorio – si è fatta un′idea precisa di come i nomi possano influenzare l′esistenza delle persone. Chi ha nomi complicati e insoliti finisce sempre per essere risucchiato in un buco nero. Ma chi è davvero Venus Black? Quanto pesano le responsabilità sulle colpe? Quante possibilità esistono di cambiare il corso della nostra vita? Ben scritte le pagine dal punto di vista di Leo, il fratellino di Venus, personaggio che proietta il lettore in un mondo di fragilità assoluta e di completa assenza di difese nei confronti di ciò che è “sbagliato”: sono sbagliati i colori, quando Leo non li riconosce, sono sbagliate le persone, quando non sono familiari, sbagliato il cibo che non si può dividere in bocconi da contare. Una storia che parla di possibilità, responsabilità e rinascita. Per lettori giovani e meno giovani.



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