Il mio secolo

Il mio secolo
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Il Novecento, anno per anno. Dalla quasi neonata Germania di inizio secolo all’unificazione post-caduta del muro di Berlino, passando per i deliri del Terzo Reich e la divisione a tavolino della capitale dopo la Seconda Guerra Mondiale. Gli anni della Prima Guerra Mondiale attraverso gli occhi e i ricordi diametralmente opposti di Ernst Jünger e Erich Maria Remarque, senza dimenticare i fenomeni sociali e di costume che nel bene e nel male hanno segnato la vita della Germania e delle Germanie; le ventate rivoluzionarie di fine anni ’60 e il clima di destabilizzante paura creato dai terroristi della RAF. E come dimenticare le vicende sportive? Armin Hary sugli scudi alle Olimpiadi di Roma ‘60, primo uomo a correre i 100 metri in dieci secondi netti; la Germania Ovest per la prima volta sul tetto del calcio mondiale al termine di una scoppiettante (e discussa) finale contro l’Ungheria nel 1954 e infine la kafkiana partita tra Germania Ovest e Germania Est del 1974, decisa dal leggendario e amaro goal di Jurgen Sparwasser che regalerà la vittoria ai fratelli del Est, vicini e lontani al tempo stesso…

Un racconto per ogni anno: è questo l’ambizioso progetto di Günter Grass, raffinato tessitore di trame e acuto osservatore tanto della modernità quanto del passato, più o meno prossimo. Le storie dei personaggi si intrecciano - mi si passi la metafora “tessile” - con la Storia in un tappeto pregiato di stoffa policroma e cangiante, umorale ma mai solipsistico, distaccato ma mai freddo. Grass, che rivendica il secolo come “suo” in quanto vissuto in prima persona, è uno dei protagonisti dei cento racconti in cui si alternano figure reali (basti pensare a Jünger e Remarque) e inventate, tutte quante desiderose di raccontare un secolo di gioie e dolori, di grandezza e rovinose cadute, di perdita e dignità. Nello spirito della narrazione collettiva tanto caro al Doblin di Berlin Alexanderplatz e al Reitz di Heimat, Grass affronta i grandi nodi storici, politici e sociali del suo paese attraverso il punto di vista di tanti uomini e donne, che nel loro piccolo-grande universo individuale creano le innumerevoli facce di una realtà prismatica investita dal daimon luminoso della Storia. È affascinante il modo in cui Grass riesce a mescolare l’alto con il basso, accostando eventi di ragguardevole impatto storico (la presa di potere di Hitler o la caduta del muro di Berlino, ad esempio) a vicende solo apparentemente volkisch quali il successo d’esportazione della donna-valchiria, incarnata in centimetri e ossa dalle gemelle Kessler o i successi calcistici della nazionale della Germania Ovest. Un’altra perla in una produzione letteraria ricchissima per spessore stilistico e contenutistico.



 

 

 
 
 
 

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