Il mistero Henri Pick

Il mistero Henri Pick
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Nella fantasia di Brautigan, uno stravagante autore degli anni Settanta, esiste una biblioteca che raccoglie tutti i libri che gli editori non intendono pubblicare, lo scarto della letteratura mondiale, rifugio di sedicenti scrittori che depositano i loro manoscritti innumerevoli volte. All’inizio degli anni Novanta, la biblioteca dei manoscritti rifiutati si materializza a Vancouver: nasce la Brautigan Library a cui segue, nel 1992, la versione francese a cura di Jean-Pierre Gourvec. Per l’inaspettata mole di lavoro, a Gourvec viene affiancato Magali Croze, madre di due bocche da sfamare e con urgente bisogno di lavorare. A lei è affidata la cura dei libri senza editore anche dopo la morte di Gourvec, al quale ha promesso di farlo. Delphine Despero ha da sempre un sogno: lavorare nel campo dell’editoria. Con un pizzico di fortuna e accompagnata da un innegabile intuito, Delphine riesce a farsi un nome come giovane editor. E con il successo arriva anche l’amore, sotto le spoglie del geniale scrittore Frédéric Koskas. Geniale per lei ma non per il pubblico che decreta un enorme fiasco del primo romanzo pubblicato. Cosa hanno in comune la biblioteca di Gourvec e la giovane editor? Per entrambi le origini sono a Crozon, in Bretagna. Ma non sarà solo questo ad unire i loro destini. L’incontro con Le ultime ore di una storia d’amore, uno dei romanzi orfani di editore, è folgorante. Henri Pick, l’autore, è sconosciuto e la sua opera porta con sé un’appassionate aurea di mistero…

L’idea che al mondo ci sia spazio per gli scrittori mai pubblicati rasserena e pacifica. Le case editrici sono sempre troppo selettive, troppo commerciali, troppo rigide, troppo superficiali. Chi è rifiutato, si sa, non è mai contento. David Foenkinos ci racconta, sullo sfondo di un romanzo ironico e vivace, il mondo dell’editoria, fatto di ricerca di talenti ma anche di invidie, insidie ed inganni. Con un linguaggio scorrevole e come nelle scatole cinesi, Il mistero Henri Pick contiene tante storie: alcune si intrecciano, altre scorrono parallele, altre ancora si sviluppano l’una nell’altra. I colpi di scena non mancano ma bisogna superare lo scoglio delle prime pagine che sembrano allontanare il lettore dal cuore della narrazione. La ricchezza di dialoghi frizzanti e il linguaggio scorrevole rendono la lettura piacevole e coinvolgente. I personaggi sono ben tratteggiati e risultano, da subito, accattivanti. Nessun personaggio si impone sugli altri, creando un armonioso bilanciamento nell’economia del plot. Ma il vero protagonista e il fulcro attorno al quale ruota l’intera narrazione è il libro, unica vera eredità dell’umanità. Infatti “L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale”, come diceva Daniel Pennac.



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