Il mondo di Sergio

Il mondo di Sergio
La sera del 13 giugno 2003 l'anziano medico di base Salvatore Piscitello uccide con due colpi di pistola il figlio 39enne Sergio, sordomuto e affetto da una gravissima forma di autismo. E' il drammatico epilogo di un vero e proprio incubo, che ha tenuto in scacco questa agiata famiglia romana per decenni. Un incubo fatto di sofferenze indicibili da parte di un bambino che nessuno – nemmeno sedicenti luminari della Medicina – riesce a comprendere, di una patologia che solo di recente si è riusciti a conoscere e diagnosticare e che ancora non si riesce a curare, un incubo fatto di manie ossessive, aggressività furiosa e inspiegabile, di urla inumane e fughe da casa. Condannato a 6 anni di arresti domiciliari, nel 2006 Piscitello riceve la grazia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e ora assieme alla moglie Elvira racconta al parlamentare Mauro Paissan l'odissea di Sergio e di tanti altri malati, un pesantissimo atto d'accusa alla nostra Sanità e una dolorosa storia d'amore...
Il zuccheroso marketing cinematografico di Hollywood e la comprensibile necessità di comunicazione di associazioni di pazienti e onlus hanno contribuito a creare nell'immaginario collettivo un'immagine della persona autistica come di un taciturno genio creativo che passa ore a contemplare un fiore e snocciola radici quadrate come fosse un computer e dell'autismo come una visione alternativa della realtà, una diversabilità piuttosto che una disabilità. Se questo è forse vicino alla realtà delle sindromi autistiche più lievi, è lontano anni luce dalla condizione degli autistici gravi, che vivono una vita di profonde sofferenze e di orrore, con rari sprazzi di serenità. Il tutto in famiglie lasciate sole da un Sistema sanitario farraginoso, carente e spesso abitato da medici tanto supponenti quanto incompetenti. Uno scenario drammatico che la confessione di Salvatore ed Elvira Piscitello sa perfettamente descrivere, e che è ancora più agghiacciante se si pensa che il povero Sergio è nato in una famiglia ricca e con un papà medico. Una denuncia commovente, vibrante, che inchioda alla sedia. Parte dei ricavi delle vendite di questo libro sono devoluti alla Fondazione Handicap Dopodinoi, che si occupa di aiutare i pazienti rimasti soli dopo la scomparsa dei genitori.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER