Il mondo nudo

Il mondo nudo
Un altro tempo, forse un altro luogo. Otto giorni nella vita di un generale dispotico che reprime con una violenza tecnocratica e inumana qualsiasi comportamento che devii dalla norma, di un bambino che cresce nell'isolamento di un bozzolo di plexiglass, senza punti di riferimento, di un uomo e una donna che si amano a distanza, via computer, di uno scrivano a cui è permesso vivere solo fino a quando non avrà finito di raccontare la distruzione del genere umano ad opera di una rappresaglia marziana...
L'opera di recupero di gemme dimenticate della narrativa italiana tocca un'altra significativa tappa con la riedizione per i tipi di Fanucci de Il mondo nudo di Raffaele Crovi, già edito da Einaudi nel 1975, al tramonto della grande stagione della narrativa fantastica italiana. Il romanzo doveva far parte originariamente dell'esalogia La vita elementare, una ideale storia del genere umano in gran parte rimasta inedita della quale doveva costituire il penultimo capitolo. Un libro complesso nella sua adamantina semplicità, frammenti di un delirio distopico dall'elevato potenziale allegorico e allusivo che rimandano a plumbee dittature, disumanizzazioni della maternità e della sessualità (una chicca? l'anticipazione del sesso virtuale in chat), stragi aliene, apocalissi da lemming impazziti.

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