Il mondo sul filo

In questo futuro alternativo il rischio d’impresa non è ammesso. Prima che un qualsiasi prodotto venga immesso sul mercato le aziende pretendono di sapere precisamente chi ne usufruirà, quanto spesso, quanto è disposto a pagare per averlo. La popolazione è tenuta per legge a rispondere alle indagini di mercato quotidiane e incessanti – per evitarlo ci si deve giustificare – e a farlo sinceramente, pena severi provvedimenti. La raccolta opinioni è attualmente gestita da migliaia di controllori di reazione certificati (o “sondaggisti”, come li chiamano tutti), riuniti in potentissimi sindacati. Ma la Reactions Inc. (REIN) dell’untuoso e spregiudicato imprenditore Horace P. Siskin ha messo a punto un “simulatore di contesto sociale” – finalmente perfetto dopo 2 prototipi difettosi – denominato Simulacron-3 che promette di scuotere questa società da capo a fondo. Si tratta di una macchina capace appunto di simulare una società complessa (costruita come vogliono i progettisti) e studiare il comportamento dei suoi abitanti – le cosiddette Unità ID – in situazioni ipotetiche, ottenendo predizioni più valide e precise dei risultati che si ottengono sguinzagliando un intero esercito di sondaggisti in una città. Riuscirà la REIN ad automatizzare completamente la raccolta opinioni, sfidando la reazione violenta dei sindacati dei sondaggisti? Se lo domanda anche Doug Hall, genio della simulatronica, che dopo essere stato assistente per cinque anni di Hannon Fuller, l’inventore di Simulacron-3 morto appena da una settimana, è stato invitato da Horace P. Siskin a prenderne il posto, ma si sente uno sciacallo ad accettare…

Ci sono libri che nascono con un marchio di preveggenza, libri che raccontano storie come suol dirsi “seminali”, densi di intuizioni destinate ad avere una duratura fortuna letteraria negli anni seguenti. È il caso di questo romanzo firmato da Daniel F. Galouye nel 1964, ben prima dei computer e della realtà virtuale, che immagina una sorta di Second Life creata per motivi commerciali i cui abitanti però si credono persone reali: ma se anche l’universo dei creatori di questo universo virtuale fosse il prodotto di un macchinario? Su questo dubbio – che si risolve solo nelle ultime righe – si impernia un plot teso e paranoico che per giunta stimola nel lettore riflessioni non banali. Quanto allo stile e all’approccio, Il mondo sul filo non può non ricordare il Philip K. Dick di Redenzione immorale o Tempo fuor di sesto (o in parte Ubik). Dal romanzo (ma con sostanziali modifiche alla trama) nel 1973 il regista tedesco Rainer Werner Fassbinder ha tratto uno sceneggiato televisivo – recentemente restaurato digitalmente – intitolato Welt am Draht e interpretato da Klaus Löwitsch, Barbara Valentin, Mascha Rabben e Karl Heinz Vosgerau e nel 1999 il regista Josef Rusnak (curiosamente anche lui tedesco) ha tratto il film Il tredicesimo piano (sempre con trama abbastanza diversa dall’originale) interpretato da Craig Bierko, Armin Mueller-Stahl, Gretchen Mol e Vincent D’Onofrio.



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