Il monello, il guru, l'alchimista

Il monello, il guru, l'alchimista

Igor Stravinskij è un musicista dai giudizi molto pungenti: definisce Ravel un orologiaio svizzero di tre o quattro dita più basso di lui. In verità Maurice Ravel è un francese piccolino, magro, ma anche elegante e dallo sguardo distaccato, studia al Conservatorio parigino dove ha come insegnante Gabriel Fauré, uno dei migliori compositori dell’epoca. Maurice nasce nel 1875 a Ciboure, sulla costa della Francia, quasi al confine con la Spagna basca: è di indole pigra, tanto che la sua permanenza al Conservatorio si prolunga, cogliendo però le occasione di stringere amicizie e conoscenze con persone che in futuro saranno importanti. Tra questi il primo grande interprete di Debussy, il pianista Ricardo Viñes, con cui Ravel, a venticinque anni, insieme a altri poeti e musicisti fonda “Les Apaches”, un circolo che non ammette le donne, che si riunisce il sabato sera per difendere la musica contemporanea dai conservatori. Nel 1911 con l’opera in un atto L’heure espagnole prima e poi con Gaspard de la nuit per pianoforte, Ravel raggiunge il successo. Scoppia la guerra, Maurice vuole partire soldato, ma è rifiutato perché di statura troppo bassa; lui non si scoraggia e insiste così tanto che nel 1916 finalmente ottiene di essere messo alla guida di un autocarro. Partecipa alle missioni militari senza smettere di scrivere opere musicali, tra cui la meravigliosa suite Le tombau de Couperin, in cui ogni movimento è dedicato a un compagno morto in battaglia…

Il monello, il guru, l'alchimista e altre storie di musicisti è l’ultimo libro di Stefano Bollani, in cui l’eclettico musicista confida che con un certo tipo di musica è “trasportato verso spiagge poco affollate dove è bello perdersi: dove la musica fa sognare una via di fuga, uno svincolo insperato. Dove la musica contiene tutte le forme, del presente e del passato, ma a patto di poterci giocare. E di poterla tradire”. Bollani dà vita a un acuto, originale e divertente compendio, nel quale attribuisce ai grandi della musica etichette irriverenti e familiari, come soprannomi tra amici, nomignoli che li distinguono ma non ne riducono le ricche e complesse personalità. In effetti la sensazione è che questi eminenti personaggi, italiani e no, autori di brani che hanno fatto la storia della musica, siano per Stefano amici d’infanzia, vicini di casa o lontani parenti. Tra curiosità, aneddoti più o meno conosciuti e preziose indicazioni discografiche, si scopre che il trait d’union tra gli artisti presi in considerazione è la ricerca della libertà espressiva, quella stessa libertà che contraddistingue lo Stefano Bollani pianista. Forse in alcuni punti, per la sua grande cultura musicale e lo stile che ricorda la stessa freschezza con cui suona, ha creato passaggi difficili che danno per scontate nel lettore le stesse sue conoscenze. Il monello, il guru, l'alchimista resta tuttavia una lettura agile e lieve grazie alla piacevole ironia dell’autore, di cui s’intuisce l’accurato lavoro di studio e ricerca, corredato da un’apprezzabile bibliografia e discografia ricca di spunti d’approfondimento. Un’opera che trasmette la voglia di comprendere sempre più il mondo e il linguaggio musicale: un libro e allo stesso tempo musica da leggere.



 

 

 
 
 
 

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