Il morto nel bunker

Il morto nel bunker
Nell’estate 2003 Martin Pollack, viennese studioso di storia slavistica e cultura orientale, intraprese un viaggio in Sudtirolo per cercare il bunker dove cinquantasei anni prima il suo vero padre biologico - Gerhard Bast - venne ritrovato cadavere, finito da tre colpi di pistola. Comincia così un lungo e dettagliato percorso storico, che ha il suo inizio alla fine del diciannovesimo secolo in una piccola località della Stiria inferiore chiamata Tüffer, dalla quale i nonni di Martin si trasferirono per sistemarsi a Gottschee, isola linguistica tedesca in terra slovena. Già allora, all’interno della cittadina, convivevano popoli dai sentimenti nazionalistici contrastanti, che non incrociavano quasi mai le loro strade. Nel paese esistevano infatti negozi, scuole, ristoranti riservati ai soli sloveni o ai soli tedeschi e i loro incontri erano sempre frutto di litigi e colluttazioni. Con la sconfitta dell’Austria, il territorio di Gottschee venne annesso alla Slovenia e la popolazione tedesco-nazionale fu costretta ad espatriare in Austria ed è ciò che accade alla famiglia Bast. Del padre, cresciuto, allevato e diventato parte integrante del nazismo hitleriano, l’autore scoprirà, durante le ricerche storiche e poco per volta, la carriera all’interno della Gestapo, le promozioni ricevute  e le azioni di epurazione  alle quali partecipò....
Con chiari sentimenti combattuti, Martin Pollack ci guida attraverso anni duri, mischiando avvenimenti di famiglia con Storia contemporanea, contribuendo ad aggiungere dettagli nuovi e preziosi ad un capitolo buio e complicato della storia europea. Il morto nel bunker è un libro doppiamente interessante, per chiunque scelga di affrontare una lettura seria e curiosa allo stesso tempo. Ci sono più chiavi disponibili che permettono al lettore di intrufolarsi tra le righe per ricostruire i movimenti di popoli oppressi o oppressori, comprendere meglio i fragili equilibri che regolavano quegli anni, di conoscere certe fonti dalle quali rancori sempre vivi presero nutrimento. E ancora, potrà seguire da vicino la storia di una famiglia che attraversò quegli anni, abbracciando il sentimento nazionalista che escludeva i non ariani, che reclamava il proprio posto tra le genti europee, che fu il motore di violenze inaudite e difficili da comprendere. Infine, c’è la storia di un uomo, del suo temperamento forte, delle sue convinzioni e delle sue azioni, che lo portarono dal prestigio delle alte cariche naziste alla fuga clandestina attraverso i boschi del Tirolo fino alla morte violenta dentro al bunker.

 

 

 

 
 
 
 
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