Il mostro dell’hinterland

 Il mostro dell’hinterland

Nei dintorni di Milano va all’asta una villetta bifamigliare: è quella in cui Riccardo Berio, “il mostro dell’hinterland”, ha ucciso e smembrato a colpi d’ascia gli anziani zii. Riccardo Berio ha passato un bel po’ di tempo in televisione, involontario ospite di Porta a porta, Matrix e di tutti quei programmi che campano sulla macabra curiosità del prossimo. Oggi il “solitario” e “isolato” Berio, lo “studente quarantenne fuori corso”, geloso dell’animata vita sociale e sentimentale dei premurosi zii, sta scontando la sua pena in carcere. Fuori non lo aspetta nessuno, fatta eccezione forse per Mara. E per ricostruire la storia del mostro dell’hinterland, vero o presunto, bisogna muoversi tra i ricordi di Berio, le insinuazioni della giornalista Pursino, la ricostruzione dei magistrati e dei vicini di casa…

Matteo Ferrario torna in libreria, dopo Buia, con un altro romanzo edito dalla Fernandel. Il mostro dell’hinterland è insieme un giallo e un romanzo sociale, in cui l’hinterland milanese diventa (spaventosamente) simile alla Revolutionary Road di Richard Yates. La gente per bene non perdona gli omicidi, e ancora meno perdona la diversità; quella vera, che non viene vissuta come una menomazione. Riccardo Berio non è uno simpatico, è un emarginato, e non gli interessa essere diversamente. Se sia il mostro dell’hinterland è un’altra storia, e questo toccherà al lettore scoprirlo. Il giallo è per eccellenza il genere che analizza il rapporto tra bene e male, la psicologia dietro al crimine: questo, siamo chiari, non è (solo) un giallo, ma l’indagine sul rapporto tra bene e male funziona benissimo. Consigliato.



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