Il Natale del 1833

Il Natale del 1833
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“Mi pareva che dal sentimento dell’amore fosse agevole immaginare il sentimento della perdita; ma veggo ora che la sventura è una rivelazione tanto più nuova quanto è più grave e terribile”. È il giorno di Natale del 1833 quando muore Enrichetta Blondel, moglie dello scrittore Alessandro Manzoni. Apparentemente imperturbabile appare l’uomo, sicuro della migliore sorte della moglie ora che è nelle mani di Dio. La sua freddezza colpisce ed è oggetto di fraintendimento da parte dei contemporanei, in particolare ne scrive stupita la marchesa Costanza Arconati. Di idea opposta è Mary Clarke, compagna di Claude Fauriel, amica della famiglia e confidente di Giulia Beccaria, che percepisce l’afflizione e la tenerezza nello scrittore. La sua fedeltà amorevole sarà preziosa anche in seguito, con la morte di Giulietta figlia primogenita di Manzoni. Il 2 gennaio 1837 lo scrittore sposa Teresa Stampa, scuotendo la morale comune. A difendere con affetto e stima il figlio è proprio Giulia, consapevole del reale dissidio interiore che scuote l’uomo e di come oltre la facciata della freddezza e le poche lacrime che gli vengono contestate ci sia un dolore schivo, un conflitto morale, una intima discussione con Dio. “Non dimenticate che ci sono prove che si consumano tacendo e ce ne sono altre che s’esprimono per gridi ininterrotti”…

Vincitore del Premio Strega nel 1983, il testo amalgama elementi reali inerenti la vita di Alessandro Manzoni a un’introspezione psicologica totalmente costruita da Mario Pomilio, dunque “un componimento misto di storia e d’invenzione” che adopera come fonte d’ispirazione quattro lettere in cui il Manzoni accennava alla morte della moglie (del 19 febbraio, del 31 ottobre, del 5 e 23 dicembre 1834). Sono elementi di fantasia i riferimenti alla composizione di un Giobbe così come il carteggio tra Mary Clarke e Giulia Beccaria, allo stesso modo quello tra il Manzoni e Fauriel. Affrontare nella narrazione una figura tanto imponente per la letteratura italiana è impresa ardua e coraggiosa, perfettamente riuscita a Pomilio considerando il Premio ricevuto. È il rapporto dell’uomo con Dio che si cerca di comprendere, la morte della moglie in un giorno simbolico come Natale può averlo scosso? Oppure è servito a definirlo meglio? Si arriva alla considerazione attraverso le parole di Giulia che “è una crisi di fede vissuta però tutta all’interno della fede e che fin dall’inizio non postula altro esito che d’accettare Dio così com’è, senza più osar d’imputargli di non essere a nostra misura” e quindi rassegnarsi alle sue prove. Nato nel 1921 e deceduto nel 1990, scrittore, saggista, giornalista, poeta, critico e storico della letteratura, Pomilio si è rivelato autore versatile e dalla vasta cultura, a cui andarono nel tempo numerosi premi e riconoscimenti. Uno dei più emblematici romanzieri del secondo dopoguerra, ha riversato in questo testo la profonda conoscenza del Manzoni attraverso la sua personale sensibilità cristiana. “Vedi le nostre lagrime,/ Intendi i nostri gridi;/ Il voler nostro interroghi,/ E a tuo voler decidi./ Mentre a stornar la folgore/ Trepido il prego ascende/ Dove tu vuoi ferir”.



 

 

 
 
 
 

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