Il nichilismo dell’Unione Europea

In un suo celebre ciclo di lezioni del 1940 su Nietzsche che poi sfoceranno in uno studio sostanziale e capitale Martin Heidegger - il maggior esponente dell’esistenzialismo ontologico e fenomenologico che la storia ricordi, fortemente criticato per quella che viene reputata come una stretta vicinanza al nazismo, formatosi studiando Schelling, Hegel, Kierkegaard e Husserl, di cui poi diviene assistente e collaboratore e con il quale dialoga a lungo, così come con Jaspers e tanti altri intellettuali coevi - sostiene di aver individuato nel nichilismo, prendendo le mosse proprio da Nietzsche e dalla sua peculiare rilettura in chiave ontologica come compimento tecno-capitalistico della metafisica e del suo oblio dell’essere, quello che sostiene essere il cuore di tenebra, l’ombra segreta dell’avventura storica dell’Europa. Un aspetto che sarà completamente evidente, però, avverte, soltanto quando la sua vicenda esistenziale sarà giunta al culmine. Apice che pare proprio essere stato toccato nel momento in cui, dopo la nietzschiana morte di Dio, l’Unione Europea è diventata l’espressione di una rivoluzione passiva gestita dall’alto, il compimento del capitalismo assoluto, l’epoca del fanatismo dell’economia, del mercato assurto al livello di un dio unico e solo che addirittura si pone contro la sovranità popolare e l’istituzione democratica…

Saggista, opinionista, celebrità sui social, spesso sotto i riflettori per il suo eloquio reboante, filosofo e docente all’Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano (IASSP), tra i membri del progetto Eticonomia, autore di numerose pubblicazioni sui più vari temi e blogger per “Il Fatto Quotidiano”, Diego Fusaro dice di sé di essere un allievo indipendente di Hegel e di Marx, che del resto dalla cosiddetta sinistra hegeliana prendeva le mosse, e di essere un intellettuale indipendente e non allineato, al di là sia della destra che della sinistra, sostenendo altresì che a suo avviso in ogni circostanza la via maestra per comportarsi sia il pensare con la propria testa, senza curarsi dell’opinione pubblica e del coro virtuoso del politicamente corretto: in questa pubblicazione vergata assieme a Silvio Bolognini, dottore in Giurisprudenza, specializzato in studi storico-politici, docente di istituzioni di diritto pubblico e con una lunghissima carriera nel management, indaga un argomento di scottante attualità, nonché direttore del CE.DI.S., Centro Studi e Ricerche sulle politiche del diritto e sviluppo del sistema produttivo e dei servizi dell’Università e-Campus. Ossia l’Unione Europea. Per alcuni un sogno illuminista e illuminato, per altri un’utopia, per certi una speranza, per taluni una sfida, per talaltri un’istituzione imprescindibile, per altri ancora la deludente quintessenza della burocrazia scollata dalla realtà contingente in cui si trovano a vivere, spesso fra mille difficoltà, i cittadini, per certuni l’unico modo per essere competitivi nel mondo globalizzato, per altri un’imposizione onerosa incapace di prendere i provvedimenti che servono quando servono: Fusaro e Bolognini con dovizia di particolari e approfondendo la questione da molteplici punti di vista, avvalendosi di dati, stime, studi e analisi ne indagano, mettendo al centro un lemma che non può non far subito pensare a Nietzsche, una peculiarità specifica. Ossia quello che chiamano nichilismo: di nichilismo europeo aveva già detto Heidegger, rileggendo per l’appunto Nietzsche dal punto di vista dell’ontologia, ossia della dottrina dell’essere, ma per loro si esplica, elevato a potenza, nell’UE, denominata civilissima barbarie.



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