Il nome del vento

Il nome del vento
Kote è il taciturno proprietario della Pietra Miliare, una locanda come tante lungo una strada che conduce a un villaggio come tanti. È arrivato là da pochi anni e nessuno può dire di conoscerlo veramente. La sua età è indefinita, le sue passioni sconosciute. Serve da bere e da mangiare sempre alle stesse persone e ascolta la vita di tutti senza mai permettere a nessuno di sbirciare nella sua: fa l'oste, e tanto basta. Però la sera che Carter arriva alla locanda ferito e pallido come un morto, portando con sè il cadavere di un enorme ragno nero, Kote sa che presto dovrà rispolverare e ricomporre la propria identità e compiere la sua vendetta. Prima di farlo sceglie però di ripercorrere per l'uomo chiamato "Il Cronista" e per il suo fedele allievo Bast le vicende che da talentuoso figlio di una coppia di artisti di strada lo hanno trasformato in Kvothe: l’eroe sul cui conto circola ogni sorta di leggenda, arcanista esperto, musicista ispirato, consigliere di re, assassino...
È un fantasy che risponde a tutti i criteri del genere il magnifico romanzo d’esordio di Patrick Rothfuss. Allo stesso tempo però non si tratta dell’ennesima farcitura sconclusionata di personaggi, duelli e mondi fantastici. Gli elementi, seppur non del tutto originali, sono scelti con attenzione e formano inedite combinazioni. L’ambientazione per esempio è una delle componenti che l’autore accenna appena, invece di dipingerla con estrema accuratezza e distogliere l’attenzione del lettore. La narrazione è insolitamente in prima persona e il protagonista prende forma dal suo stesso racconto con linearità e naturalezza: l’immagine si compone con lo svolgersi della storia. Il linguaggio non è sempre immediato e il ritmo, non particolarmente incalzante, viene spesso spezzato da improvvisi ritorni al tempo presente. Proprio questi espedienti permettono al lettore di riprendere fiato e di recuperare la concentrazione necessaria per arrivare alla fine del libro. Il romanzo è solamente il primo volume di una trilogia che nella mente di Rothfuss doveva essere un unico interminabile racconto. Speriamo che The wise man’s fear e The doors of stone si mantengano su questo stesso livello.

 

 

 

 
 
 
 
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