Il Novellino

Il Novellino
Il Prete Gianni manda i suoi ambasciatori dall'imperatore Federico per consegnargli tre gemme preziosissime e al contempo per metterlo alla prova... Nell'antica Grecia il re Filippo tiene segregato, apparentemente senza motivo, un uomo più intelligente e sapiente di chiunque altro... Alessandro Magno dona la città di Gaza ad un cavaliere ma questi rifiuta il regalo preferendo oro o argento... Il primogenito del re d'Egitto viene privato dell'infanzia e educato sin da piccolo da vecchi sapienti per essere pronto a succedere al padre. Quest'ultimo, al compimento dei quindici anni di età del figlio, lo incarica di rispondere in sua vece ad alcuni ambasciatori venuti dalla Grecia. Ma durante il discorso il ragazzo, distratto da alcuni coetanei che giocano nei paraggi, si interrompe improvvisamente per mettersi a giocare assieme a questi... Il re Davide vuole conoscere il numero esatto dei propri sudditi, ma Dio decide di punire questo suo atto di superbia mandando un angelo sterminatore a decimare il suo popolo...
Tra i testi basilari della letteratura italiana, oltre ai grandi classici come La Divina Commedia dantesca e Il Decameron di Giovanni Boccaccio, va sicuramente annoverato Il Novellino, una raccolta di cento novelle, probabilmente di elaborazione toscana, compilata da un ignoto autore in un arco temporale che va dal 1281 al 1300. Benché la maggior parte delle storie narrate ne Il Novellino (titolo affibbiato alla raccolta nel 1527 da Giovanni della Casa, che spesso lo fa confondere con l'omonima opera di Masuccio Salernitano pubblicata nel 1476) non sia frutto di invenzione originale ma piuttosto una rielaborazione di testi e leggende più antiche (molte delle quali di origine provenzale, greco-romana e dalla tradizione biblica, con protagonisti personaggi come Lancillotto, Ercole o Salomone), mescolate ad avvenimenti della storia più recente (l'imperatore Federico II, Carlo d'Angiò), sarebbe ingiusto considerarla un'opera minore solo in quanto poco conosciuta dal grande pubblico. Infatti all'epoca della sua compilazione Il Novellino godette di ampia, benché effimera, diffusione, tanto da essere considerato dagli studiosi di diverse epoche (Pietro Bembo fu tra i primi, nel 1523, a curarne una copia manoscritta e successivamente a promuoverne un'edizione a stampa) come un illustre precedente, se non principale ispirazione, del Decameron di Boccaccio. Ma la maggiore innovazione di quest'opera non è da ricercare nello stile, in realtà poco ricercato ma senza dubbio piacevole e immediato, seppur non esente da qualche cantonata (Socrate è definito come filosofo romano), bensì nell'estrema varietà delle situazioni di carattere profano, non strettamente edificanti o legate a motivazioni religiose, che, palesando una finalità dell'opera come forma di intrattenimento indirizzata a lettori dell'ambito mercantile (probabilmente lo stesso ceto dell'autore), gettano le basi per il capolavoro di Giovanni Boccaccio, scritto, come dichiarato anche dall'autore nel proemio, per tutte le donne che vorranno passare il tempo immergendosi nella lettura.

 

 

 

 
 
 
 
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