Il novissimo segretario galante

Il novissimo segretario galante
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Corrado Origlia nota, in chiesa, una elegante figura di donna alla quale scrive una elegante lettera d’amore: la nota ogni volta che si reca in chiesa mentre ella incede verso l’altare e da lì se ne torna al posto, quasi illuminando d’intorno, con la propria bellezza, la chiesa. La signora accetta infine di segnarsi la fronte con l’acqua portagli dallo spasimante: sarà il segno del ricambiato amore? Leonilde Bruschetti, la signora, risponde con grazia e delicata eleganza. Ma avverte: si tratta solo di ricambiare un puro affetto di solidarietà cristiana, per quanto le fattezze di Corrado non sfuggano affatto agli occhi di una signora… Una elegante lettera d’invito al tè pomeridiano rivolto da un anonimo signore  ad una donna di fascino. Ai tè in casa del signore, partecipano di solito vecchie aristocratiche e consolidate amicizie, ma l’eccezione verso la nuova ospite è data dal brivido che attraversa l’animo di lui alla vista di lei. E la signora accetta l’invito, «quantunque un poco inquieta»… Un bambino di dieci anni, Valentini Fernando, scrive una lettera alla sua maestrina per invitarla a casa, dove lui trascorre monotone giornate di malato. Gli passerebbe, la febbre, se solo la maestrina decidesse di andare a trovarlo o almeno di mandargli una foto. La maestrina, delicatamente garbata, lo informa del suo matrimonio e lo saluta, scusandosi per non poterlo andare a trovare, e lo invita alla cerimonia…
In tutto, si tratta di venti corrispondenze, tra inviti e risposte, tra altrettanti gentiluomini e relative gentildonne. Lettere galanti, garbate, perfino pudiche ma che attraversano tutta la gamma delle emozioni d’amore: quasi un manuale del nuovissimo galateo amoroso, il galateo di un moderno “cortegiano” del secolo XX. In effetti, il progetto generale di cui fa parte questa preziosa riedizione doveva comprendere, negli intenti di Filippo Tommaso Marinetti, un’Enciclopedia dell’amore in sei volumi che fosse in grado di presentare al pubblico l’intero spettro delle gradualità del sentimento: dal vibrante e timido, tremebondo, pensiero d’amore al più acceso e passionale, inverecondo, slancio di passione amorosa. Ma il ‘manuale’, nuovissimo, del galante segretario d’amore, ahimé, fu destinato a rimanere isolato e oscuro. Il progetto marinettiano di coinvolgere in un’unica bottega di scrittura – come era stata l’accademia Goncourt nel 1900 – alcuni tra i più affermati scrittori dell’epoca, con un proprio profilo di scrittura alternativa e di rottura rispetto alle tradizioni, non ebbe un reale seguito.  Nel 1928, infatti, l’operazione narrativa voluta dal Gruppo dei Dieci(Antonio Bertramelli, Massimo Bontempelli, Lucio D’Ambra, Alessandro De Stefani, Filippo Tommaso Marinetti, Fausto Maria Martini, Guido Milanesi, Alessandro Varaldo, Cesare Viola , Luciano Zuccoli) prevedeva la costituzione di un gruppo di scrittura utile a produrre letteratura destinata al consumo – benché dotata di intrinseca qualità – con la ‘benedizione’ del regime: insomma, una sorta perfetto prodotto dell’Era Fascista in letteratura, gradito al Duce, interprete della rinata e rinnovata Italia. Ciononostante, il gruppo di scrittori fece appena in tempo a pubblicare, dopo il manuale del segretario galante, anche il romanzo Lo zar non è morto, per poi abortire le velleità di scrittura in un nulla di fatto. Peccato, perché l’ironia, la semplicità e la qualità della scrittura di questo Novissimo segretario galante, per buon merito della Graphofeel riconsegnato ai lettori, sono davvero di alto livello.

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