Il nuotatore

Il nuotatore
Mahmoud ha i sicari americani alle costole. Evidentemente il suo passato antistatunitense non è stata perdonato. Si aggira in preda al terrore per le vie di Bruxelles, con cecchini che lo braccano ed un vecchio collega, spia come lui, ucciso in un parco. Chissà se non sia il caso di mettersi in contatto con la sua ex compagna Klara, che lavora al parlamento UE ed  è a sua volta, senza ancora saperlo, nel mirino della misteriosa Digital solutions, presumibilmente azienda di copertura del controspionaggio Usa che si sta avvalendo, con ricatti e stretta sorveglianza, della collaborazione di George, ex avvocato dal passato oscuro ed ora dipendente ambizioso di punta della società di servizi Merchant & Taylor. Siamo a dicembre 2013, ma gli avvenimenti di oggi sono figli delle tante cose avvenute nei decenni precedenti in quel focolaio pieno di intrighi che si dipana dall’Iraq alla Siria, all’Afghanistan…
Ritmo serrato, in certi momenti vertiginoso - ma senza facili concessioni al banale o allo splatter – seppure non si rinunci all’utilizzo di espedienti di genere talvolta pirotecnici come nella oramai secolare tradizione delle spy story. Una narrazione  a più livelli temporali e geografici, per poi sapientemente riannodare i vari fili, una trama verosimile. Qui si apprezza peraltro, nel quadro di una prosa incalzante, la capacità di riuscire a stendere passi di un qualche spessore letterario che rendono nel complesso la narrazione meno stereotipata e convenzionale del solito. Oltre la impietosa raffigurazione della classe politica di Bruxelles corrotta, senza scrupoli, avida, molto ben tratteggiati i personaggi principali, con equilibrata mistura di sentimenti, aspirazioni, paure, torbidi passati: dal misterioso padre di Klara, scampato ad un attentato quando lei aveva due mesi, alla sua bella e coraggiosa figlia. 

 

 

 

 
 
 
 
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