Il palazzo

Il palazzo
1491. Tra i muratori di Firenze, che a ragione ritengono di essere i migliori artigiani del mondo nel loro campo, serpeggia da qualche tempo la sorpresa e l'irritazione. Il nobiluomo straniero Francesco Ragoczy da San Germano sta infatti costruendo un sontuoso palazzo in località SS. Annunziata, vicino alle mura della città, e a tal scopo ha assoldato alcuni tra i più capaci mastri della città, ma li obbliga a procedure e tecniche edili che loro non conoscono, suscitando un certo malumore nella categoria. Ragoczy, che sostiene di essere un alchimista e uno studioso ma in realtà è un vampiro vecchio di tremila anni, ha stretto una sincera amicizia con Lorenzo de' Medici, potentissimo signore di Firenze e celebre mecenate. Alla sua corte proprio nello stesso periodo vivono Poliziano, Michelangelo Buonarroti, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Botticelli, e Demetrice Volandrai, ex amante di Lorenzo, che sta traducendo dal francese una serie di importantissimi testi da lui acquistati. Il vampiro Ragoczy ha fatto breccia nel cuore di una ricca e sensuale vedova, Monna Estasia, che lo costringe a estenuanti performance amatorie a base di carezze, sfioramenti, baci e morsi sanguinosi ma lo accusa di non amarla abbastanza a causa della sua riluttanza a penetrarla canonicamente, cosa di cui Ragoczy, in quanto vampiro, è in realtà incapace. Il rancore della donna cresce pericolosamente, mentre anche Lorenzo de' Medici - che è gravemente ammalato di gotta e teme per la sua vita - inizia a sospettare che il misterioso alchimista sia più che umano, e tutta Firenze è minacciata dall'avvento del frate visionario Girolamo Savonarola, che odia tutto quanto è scienza, cultura, piacere, ricerca estetica...
Secondo episodio per la chilometrica saga di Saint Germain, una delle riletture più originali e interessanti del mito del vampiro della letteratura di genere degli ultimi anni. Nella Firenze del Rinascimento i destini di grandi uomini si intrecciano (a proposito, la densità di personaggi famosi per pagina è un po' troppo elevata, e sa a tratti di forzatura) a quelli di un essere millenario, un malinconico semidio che ha messo in piedi una sorta di multinazionale, ha poteri, saperi e ricchezze incommensurabili ma non ha perso il vizio dell'amore. I pro del romanzo: i segni evidenti di una ricerca storica accurata, dialoghi e personaggi mai banali, la virtuale assenza di tutti i cliché del genere vampiresco. I contro: la drammatica scarsità di azione, l'ipertrofia del lato romantico del plot a danno di quello eminentemente fantastico. Se si considera Il palazzo come libro a sé, il rischio-noia per gli amanti dell'horror è in agguato. Se invece - come ci pare più corretto - lo si vede come un capitolo 'di assestamento' in una storia lunghissima, la lettura scorre via più piacevole. E senza frustrazioni.

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