Il palazzo d’inverno

Il palazzo d’inverno
È la primavera del 1734 quando la Zarina di tutte le Russie fa sapere al papà - di professione legatore - di Varvara Nikolaevna (che all’epoca ha solo sette anni e un fratellino appena nato) che lo aspetta con tutta la sua famiglia dalla Polonia, dove non trova abbastanza lavoro e non riesce a soddisfare tutte le sue ambizioni, a San Pietroburgo, la “città voluta da un solo uomo, costruita per sfidare le onde ribelli della Neva e l’oscurità spietata degli inverni settentrionali”. È autunno quando arrivano, ma solo in tre: il fratellino è morto. La vita di Varvara ha tutte le premesse per essere normale, tranquilla, ma qualcuno vede in lei qualcosa di più, qualcosa che la farà diventare una sorta di spia alle dirette dipendenze di Elisabetta Petrovna…
La tradizione dei grandi romanzi della letteratura russa è fatta di straordinarie storie in cui spesso, con dovizia di particolari e una prosa mai pesante, pur essendo ricca e ridondante, si mescolano sapientemente, come in un prelibato manicaretto da chef, tutti gli ingredienti principali e le tematiche più forti della letteratura: amori, inganni, tradimenti, intrighi, lotte, passioni… Il bel romanzo di Eva Stachniak non fa eccezione e si inserisce in questa scia, con un’abbondante dose di modernità: è un libro appassionante, avvincente, variegato, costruito con cura e una struttura raffinata, la cui complessità non inficia affatto la facilità di lettura.

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