Il party

Il party
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Martin Gilmour e Ben Fitzmaurice si sono conosciuti alla Burtonbury School, un collegio maschile inglese destinato a figli di diplomatici. In apparenza non potrebbero essere più diversi. Martin viene da una famiglia umile, suo padre è morto in un incidente prima che lui nascesse, la madre non ha mai superato il lutto e con lui ha sempre avuto un rapporto complicato. Nonostante le sue radici non altolocate riesce però ad aggiudicarsi una borsa di studio che gli permette l’ingresso nel prestigioso istituto. Ben invece è un suo coetaneo ricco e di bell’aspetto. Martin sembrerebbe destinato a finire preda dei bulli della scuola ma sa reagire e soprattutto crea subito una strategica alleanza con Ben. I due diventano amici per la pelle, Martin trascorre molte vacanze estive nella lussuosa dimora dei Fitzmaurice. Si iscrivono entrambi a Cambridge e continuano a essere un binomio inscindibile. Martin è affascinato, a tratti soggiogato, dal carismatico compagno di studi. Ma a rafforzare il loro legame sarà un particolare episodio che li vede entrambi coinvolti… Anni dopo, li ritroviamo a un party molto glamour nella casa dove Ben vive con la moglie Serena e i loro figli. Martin è diventato un rinomato critico d’arte, anche lui è sposato, con Lucy, una giovane decisamente più acqua e sapone. Si è sempre opposto alla sua volontà di avere dei figli, Lucy ha sopportato, anche se con dolore. Lei non vede di buon occhio l’amicizia con Ben, che ritiene un uomo prepotente e presuntuoso, tollera poco anche l’altezzosa Serena. Non ha granché voglia di andare a quel party ma Martin non vuole assolutamente dire no al suo amico di una vita…

Due diverse voci narranti, dimensioni temporali che si sovrappongono, particolari che emergono pagina dopo pagina e vanno a comporre un mosaico inquietante e intricato. Il Party è un romanzo ben congegnato che racconta la storia di un legame torbido, quello tra Ben e Martin, dietro al quale ci sono tanti, troppi fantasmi del passato. Louise O’Neill ne ha parlato come de “Il talento di Mr. Ripley con un pizzico di The Riot Club. Impossibile metterlo giú”. Il romanzo ha l’andamento di un thriller ma senza rinunciare a un deciso approfondimento psicologico che ci regala affreschi magistrali, soprattutto dei personaggi, dal muscolare e arrogante Ben all’apparentemente remissivo Martin, capace di affossare i suoi reali sentimenti in una devozione artefatta, infine a Lucy, con la sua mesta accondiscendenza e il suo carico di rabbia sopita. Si capisce che tra Ben e Martin non c’è una semplice amicizia, Martin è succube emotivamente, sentimentalmente, perfino economicamente nei confronti di Ben, ma il loro è un rapporto complicato, nelle cui fondamenta esiste un vulnus che qualcuno ha provato invano a rimuovere. Un episodio cupo che pesa sulle coscienze dei protagonisti e che finirà per emergere nella sua potenza e debordare nelle esistenze di tutti i personaggi coinvolti. I personaggi si muovono intorno al cinismo di una società borghese fintamente perbenista, che nasconde la polvere sotto il tappeto per difendere una dorata apparenza, il lato bieco del privilegio e del potere. Il ritmo è un crescendo verso il finale e ci rivela una storia crudele, che tocca l’anima e lo stomaco dei lettori.



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