Il pazzo dello zar

Il pazzo dello zar
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Võisiku, 1827. Jakob ha deciso di scrivere un diario, per raccontare quanto di così straordinario ‒ e, a tratti, incomprensibile ‒ stia vivendo e le avventure che lo hanno condotto fino alla surreale situazione attuale. Comincia così raccontando di lui e di sua sorella, la senza paura Eeva, cresciuti insieme ad altri due fratellini minori (morti ben presto a causa della difterite) in una piccola fattoria nel villaggio di Tömbi. La loro era una normale famiglia di contadini con il padre che lavorava come cocchiere per il generale von Berg e curava la fattoria; tuttavia, nonostante le umili origini, i due ragazzi avevano cominciato ad apprendere molto velocemente ed in tenera età a leggere e scrivere. Ben presto Eeva venne chiamata per prestare servizio come cameriera presso la figlia del generale, Sabine von Berg, decisione alla quale la ragazza, già assai testarda, acconsentì senza indugio alcuno, nonostante i dubbi della madre. Era l'anno 1813 quando il giovane von Berg tornò alla tenuta grazie ad un permesso, e venne accolto in casa anche un suo caro amico, il colonnello Timotheus von Bock, promesso sposo di Sabine. Eppure, poco dopo, lo stesso von Bock si presentò alla piccola fattoria dei fratelli, dichiarando al padre di Eeva il suo amore per la ragazza e la sua intenzione di istruirla nel migliore dei modi e di sposarla non appena possibile...

Che meraviglia questo romanzo di Jaan Kross! Venne pubblicato per la prima volta nel 1978 ed ora torna in libreria per i tipi di Iperborea che, con il suo classico formato (immediatamente riconoscibile ma, ammettiamolo, un po’ scomodo da maneggiare) lo rende fortunatamente di nuovo accessibile al grande pubblico. Il romanzo è scritto sotto forma di diario tenuto dal cognato del “pazzo dello zar” che, tra continui passaggi tra passato e presente ci porta piano piano a conoscenza di tutta la storia di Timotheus von Bock e delle perplessità che aleggiano sul suo stato di salute. Jakob ne analizza con un certo distacco le vicende, ci propone i propri dubbi, ci rende partecipe dei suoi così umani sentimenti tanto da far breccia immediatamente nel nostro cuore con la sua simpatia e goffaggine. E poi Timo: che figura eccezionale, che personaggio leggendario. Anche se sarebbe più corretto parlare di Timo ed Eeva, per la precisione, perché l’uno sarebbe nulla senza l’altro, perché sono due unità che si fondono in una condivisione di valori e di principi da fa accapponare la pelle. E poi, tutti gli interrogativi che ci assalgono nella lettura, che ci fanno ragionare sulla “verità” e sulla necessità di condurre una vita in linea con quanto crediamo, senza alcun compromesso, senza alcuna paura. Un romanzo che appassiona e che non mancherà di sorprendervi.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER